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“Le convenienze ed inconvenienze teatrali” incantano Palermo, successo al teatro Massimo per Donizetti

Una messinscena vivace e dissacrante racconta il mondo dell’opera tra ambizioni, fragilità e virtuosismi vocali, in replica fino al 3 maggio

Un viaggio tra ironia e metateatro, dove il sorriso si intreccia con una lucida riflessione sul dietro le quinte dell’opera. Al Teatro Massimo prende vita “Le convenienze ed inconvenienze teatrali” di Gaetano Donizetti, in un allestimento capace di rinnovare un titolo raro del repertorio, restituendolo al pubblico con energia contemporanea e sorprendente freschezza espressiva. Un titolo meno frequentato del repertorio donizettiano, ma profondamente radicato nella permanenza del compositore in città tra il 1825 ed il 1826, che torna a vivere in una veste scenica moderna, vivace e dichiaratamente dissacrante.

La regia firmata dal collaudato duo Moshe Leiser e Patrice Caurier costruisce uno spettacolo dal ritmo serrato, capace di alternare comicità e riflessione, leggerezza ed intelligenza teatrale. Il risultato è una messinscena che dialoga apertamente con il pubblico, strizzando l’occhio alla contemporaneità attraverso trovate sceniche brillanti, tra citazioni pop e soluzioni registiche sorprendenti: emblematica, in tal senso, l’idea dei “baritoni volanti”, accolta con entusiasmo dalla platea. Sul podio, George Petrou guida con precisione e vivacità l’Orchestra del Teatro Massimo, restituendo con chiarezza la scrittura donizettiana e valorizzandone le sfumature ironiche e caricaturali. Fondamentale anche il contributo del Coro della Fondazione, preparato da Salvatore Punturo, che si conferma elemento di solidità e coesione all’interno dell’impianto musicale. A dominare la scena sono due interpreti di caratura internazionale, accolti come autentici beniamini dal pubblico palermitano. Nicola Alaimo, nel ruolo e nei travesti di Mamma Agata, offre una prova travolgente per presenza scenica e vis comica, arricchita dalla scelta, personale e significativa di tradurre la propria parte in siciliano, conferendo ulteriore autenticità e radicamento territoriale al personaggio. Accanto a lui, Desirée Rancatore disegna una Corilla Scortichini brillante e autoironica, capace di coniugare virtuosismo vocale e sottile introspezione, restituendo con efficacia le contraddizioni di una primadonna sospesa tra ambizione e fragilità.

Convincente l’intero cast, che contribuisce a mantenere alto il livello dello spettacolo: da Giuseppe Toia a Joshua Sanders, passando per Maximiliano Danta, Bryan Sala, Matteo Mollica, Salvatore Salvaggio e Blagoj Nacoski. Particolarmente apprezzata Caterina Di Tonno, calorosamente applaudita per l’intensa interpretazione di Te voglio bene assaje, momento di forte impatto emotivo all’interno della partitura. Curato nei minimi dettagli anche l’impianto visivo, i costumi di Agostino Cavalca dialogano efficacemente con la regia, mentre le luci di Christophe Forey contribuiscono a definire atmosfere e dinamiche sceniche. Completano il team creativo l’assistente alla regia Eike Mann, le scene di Moshe Leiser con l’assistenza di Thibault Sinay, e i costumi seguiti da Camilla Masellis. Da segnalare inoltre le orchestrazioni aggiuntive del Maestro Alberto Maniaci e la consulenza drammaturgica e musicale di Paolo V. Montanari.

Il successo della serata conferma la validità di una scelta artistica coraggiosa: riportare in scena un’opera meno nota, ma capace di raccontare con sorprendente lucidità le “miserie e nobiltà” del mondo teatrale, ieri come oggi. Uno specchio ironico e, al tempo stesso, profondamente umano, che il pubblico del Teatro Massimo ha dimostrato di saper apprezzare con entusiasmo.

Le repliche proseguiranno fino al 3 maggio, offrendo ancora l’occasione di immergersi in uno spettacolo che unisce tradizione e innovazione, nel segno di un Donizetti più vivo che mai.