Il futuro del Centro di cardiochirurgia pediatrica di Taormina approda in Parlamento. Nel corso della rassegna stampa di Tao Mattina Live è intervenuta la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, che insieme ai colleghi del gruppo parlamentare ha presentato un’interrogazione al ministro della Salute per chiedere chiarimenti sul destino del Ccpm dell’ospedale “San Vincenzo”, al centro di un acceso dibattito dopo la decisione della Regione Siciliana di avviare una riorganizzazione della struttura. La parlamentare ha affrontato il tema delle possibili conseguenze legate al progetto regionale che prevede il passaggio del Centro sotto il controllo amministrativo del Policlinico di Catania e la trasformazione del Ccpm in struttura spoke, quindi periferica rispetto all’hub principale. Una prospettiva che, secondo Musolino e i firmatari dell’interrogazione, rischierebbe di ridimensionare una realtà che da sedici anni rappresenta un punto di riferimento fondamentale per la cura delle cardiopatie pediatriche in Sicilia.
“Parliamo di un centro che ha garantito negli anni cure altamente specialistiche e continuità assistenziale a centinaia di bambini siciliani”, emerge dal confronto, nel quale la senatrice ha sottolineato come il rischio di depotenziamento stia generando forte preoccupazione tra famiglie, operatori sanitari e territorio. Uno degli aspetti più delicati riguarda la convenzione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, che dal 2010 assicura supporto specialistico, équipe mediche e continuità terapeutica ai piccoli pazienti seguiti a Taormina. L’attuale proroga della convenzione scadrà il prossimo 30 giugno e, secondo quanto evidenziato nell’interrogazione parlamentare, il Bambino Gesù avrebbe già comunicato l’intenzione di non proseguire la collaborazione. “Dopo sedici anni di attività condivisa – ha spiegato Musolino – interrompere questo rapporto significherebbe mettere in discussione un modello sanitario che ha garantito qualità delle cure, professionalità e vicinanza alle famiglie”.
La senatrice ha richiamato anche il timore espresso da numerosi genitori, preoccupati che il ridimensionamento del Centro possa riportare la Sicilia indietro nel tempo, costringendo molte famiglie ai cosiddetti “viaggi della speranza” verso strutture sanitarie del Nord Italia. Secondo Italia Viva, la scelta della Regione dovrebbe essere supportata da motivazioni tecniche e dati oggettivi chiari, che al momento – sostengono i parlamentari – non sarebbero stati ancora illustrati in maniera convincente. “Nell’interrogazione chiediamo proprio questo – ha spiegato la parlamentare – capire quali siano gli elementi concreti che giustificherebbero una decisione così delicata per la sanità pediatrica siciliana”.
Tra i punti centrali dell’iniziativa parlamentare vi è anche la richiesta al ministro della Salute di chiarire se la fine della convenzione con il Bambino Gesù possa compromettere il diritto all’assistenza sanitaria dei bambini siciliani affetti da cardiopatie e quali iniziative il Governo intenda adottare per garantire continuità medica e terapeutica. Musolino ha inoltre evidenziato come negli anni migliaia di famiglie abbiano difeso il Centro di Taormina attraverso mobilitazioni pubbliche e iniziative civiche, considerandolo un presidio essenziale per la sanità dell’intera regione. “La tutela del diritto alla salute – ha sottolineato – non può essere subordinata a logiche esclusivamente amministrative o burocratiche”.
Il caso del Ccpm continua dunque ad alimentare il confronto politico e sanitario in Sicilia, mentre cresce l’attesa per capire quali saranno le decisioni definitive sul futuro della struttura e sulla continuità della collaborazione con il Bambino Gesù di Roma. Per le famiglie dei piccoli pazienti, il nodo resta soprattutto uno: garantire cure specialistiche, stabilità assistenziale e la possibilità di continuare a essere seguiti vicino casa senza dover affrontare nuovi trasferimenti fuori regione.






