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“Serena stasera”, il teatro Biondo ricorda Serena Barone: un premio per custodire il teatro della libertà

Una manifestazione dedicata all’attrice scomparsa nel 2024. Prevista anche la presentazione del Premio "Serena Barone" per artisti under 35

PALERMO – Un tributo intenso, carico di memoria, arte e riconoscenza per una delle interpreti più autentiche e sensibili della scena siciliana. Mercoledì 20 maggio, alle 20.30, la Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo ospiterà “Serena stasera – Il teatro è la mia bambola preferita”, una manifestazione dedicata all’attrice Serena Barone, scomparsa improvvisamente il 5 maggio dello scorso anno, lasciando un vuoto profondo nel mondo culturale cittadino e nazionale. L’iniziativa, promossa dall’Associazione Museo Sociale Danisinni – Teatro Studio, dalla Compagnia Franco Scaldati e dall’Associazione M’Arte, con il sostegno dell’Assessorato alla cultura del Comune di Palermo e la collaborazione del Teatro Biondo, si propone non soltanto come un momento commemorativo, ma come un vero e proprio atto d’amore verso una figura artistica che ha attraversato oltre quarant’anni di teatro con una cifra espressiva personale, libera e profondamente poetica.

Il titolo scelto per la serata richiama il rapporto viscerale che Serena Barone aveva con il palcoscenico: il teatro come luogo dell’anima, della scoperta, della meraviglia. Un universo vissuto sempre con radicale autenticità, lontano da ogni forma di manierismo e attraversato con una presenza scenica capace di coniugare fragilità, ironia, forza e visionarietà. Nel corso dell’evento sarà proiettato un video realizzato da Guido Valdini e Giuseppe Zimmardi, costruito attraverso frammenti di spettacoli teatrali e sequenze cinematografiche che l’hanno vista protagonista. Un racconto per immagini che restituirà al pubblico il percorso umano e artistico dell’attrice, accompagnato dalle testimonianze di colleghi, amici e compagni di lavoro che con lei hanno condiviso esperienze creative, tournée e laboratori. La serata sarà anche occasione per presentare ufficialmente il progetto del Premio “Serena Barone”, rivolto ad attrici e attori under 35. Un riconoscimento pensato per sostenere e valorizzare giovani talenti capaci di distinguersi nella ricerca teatrale, nella libertà espressiva e nella sperimentazione di nuovi linguaggi scenici, valori che hanno rappresentato l’essenza stessa del percorso artistico di Serena Barone.

L’attrice, nata nel 1961, si era formata giovanissima alla Scuola di Teatro Teatés diretta da Michele Perriera, esperienza fondamentale che avrebbe segnato il suo approccio alla scena e alla recitazione. Da quel momento il suo cammino artistico si è intrecciato con alcuni dei più importanti protagonisti del teatro contemporaneo italiano. Ha lavorato, tra gli altri, con Franco Scaldati, Emma Dante, Umberto Cantone, Claudio Collovà, Enzo Vetrano, Stefano Randisi e Thierry Salmon, attraversando con straordinaria duttilità il teatro drammatico e quello comico, la tradizione e la sperimentazione. Un’artista dalla sensibilità rara, capace di abitare personaggi complessi con una naturalezza mai esibita, sempre sorretta da una profonda tensione poetica. Il suo talento ha trovato spazio anche nel cinema, dove è stata diretta da registi del calibro di Marco Bellocchio, Giuseppe Tornatore e Roberto Andò, ottenendo riconoscimenti e apprezzamenti da parte della critica e del pubblico.

Profondo anche il legame con il Teatro Biondo, che negli anni l’ha vista interprete di produzioni di grande rilievo. Tra le più recenti, Viaggio al termine della notte di Céline nell’adattamento e con la regia di Claudio Collovà, Il cavaliere sole di Franco Scaldati con la regia di Cinzia Maccagnano e Delitto e castigo, ancora firmato da Claudio Collovà. “Serena stasera” sarà dunque molto più di una commemorazione, rappresentando un momento collettivo di restituzione e continuità, per trasformare il ricordo in eredità culturale viva, con il quale Palermo renderà omaggio a un’artista che ha saputo fare del teatro uno spazio di verità assoluta, lasciando un segno indelebile nella memoria della scena siciliana.