MESSINA – Come raccontare la violenza giovanile senza cadere nella spettacolarizzazione dei fatti? Quali strumenti deve utilizzare il giornalista per informare correttamente l’opinione pubblica, rispettando al tempo stesso la dignità delle persone coinvolte e il valore educativo della comunicazione? Sono stati questi alcuni dei temi affrontati nel corso dell’incontro formativo promosso dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia e dall’Ucsi, l’Unione cattolica della stampa italiana, che si è svolto nell’aula Ex Chimica del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Messina.
L’appuntamento, dedicato alla “Narrazione giornalistica della violenza giovanile. Norme etiche e deontologiche”, ha richiamato professionisti dell’informazione, studenti e operatori della comunicazione interessati ad approfondire una tematica sempre più centrale nel dibattito pubblico. Un confronto multidisciplinare che ha messo insieme competenze diverse per analizzare un fenomeno complesso, spesso al centro delle cronache nazionali e locali.
Informazione, giovani e responsabilità
Tra i relatori dell’incontro il professore Francesco Pira, associato di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Messina e consigliere nazionale Ucsi, la professoressa Carmela Mento, associata di Psicologia clinica dell’Ateneo messinese, e il giornalista Rosario Pasciuto, vice capo servizio della Tgr Rai Sicilia.
Nel corso degli interventi è emersa la necessità di un giornalismo capace di raccontare i fenomeni di violenza che coinvolgono adolescenti e giovani senza cedere alla ricerca del sensazionalismo, privilegiando invece l’analisi delle cause sociali, educative e culturali che spesso si nascondono dietro gli episodi di cronaca.
Particolare attenzione è stata dedicata alle regole deontologiche che guidano il lavoro dei professionisti dell’informazione, soprattutto quando si affrontano vicende che coinvolgono minori. La tutela della persona, il rispetto della privacy, l’uso corretto del linguaggio e la responsabilità sociale dei media sono stati indicati come elementi fondamentali per una comunicazione equilibrata e consapevole.
Il contributo delle istituzioni e del mondo accademico
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del direttore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Messina, Alessio Lo Giudice, e del vicepresidente nazionale dell’Ucsi, Domenico Interdonato, che hanno sottolineato il valore della formazione continua e del confronto tra università, giornalismo e società civile.
La moderazione dell’incontro è stata affidata a Laura Simoncini che, nel suo ruolo di vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, consigliere nazionale Ucsi e presidente dell’Ucsi di Messina, ha guidato il dibattito favorendo il dialogo tra relatori e partecipanti.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di aggiornamento professionale promosso dall’Ordine dei Giornalisti e dall’Ucsi, con l’obiettivo di offrire strumenti concreti per affrontare le sfide poste dall’evoluzione dei linguaggi mediatici e dalla crescente esposizione dei giovani ai contenuti diffusi attraverso media tradizionali e piattaforme digitali.
Un tema sempre più attuale
La crescente attenzione dell’opinione pubblica verso episodi di aggressioni, bullismo, cyberbullismo e disagio giovanile rende sempre più delicato il ruolo dell’informazione. Da qui la necessità di promuovere momenti di riflessione come quello ospitato dall’Università di Messina, che ha registrato una significativa partecipazione e un confronto particolarmente apprezzato dai presenti.
L’incontro ha evidenziato come il giornalismo possa contribuire non soltanto a raccontare i fatti, ma anche a costruire una maggiore consapevolezza collettiva, favorendo una lettura più approfondita dei fenomeni sociali e promuovendo una cultura della responsabilità e del rispetto delle persone. In un contesto mediatico sempre più veloce e competitivo, la qualità dell’informazione e l’attenzione ai principi etici restano infatti strumenti essenziali per comprendere e raccontare la complessità del mondo giovanile.






