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INTERVISTA Dacia Maraini: “Custodire la memoria significa difendere la libertà”

La grande scrittrice italiana si racconta ripercorrendo il valore della scrittura e dell’impegno civile attraverso la sua esperienza umana e letteraria

TAORMINA- Tra le voci più autorevoli della letteratura italiana contemporanea, Dacia Maraini è stata ospite della postazione di Radio Taobuk, allestita nell’ex Chiesa di Sant’Agostino, per un’intervista condotta dalla giornalista Irene Carmina. Un dialogo intenso che ha attraversato i temi della memoria, della scrittura e della fiducia, filo conduttore della sedicesima edizione del Taobuk.

Scrittrice tra le più amate e tradotte al mondo, autrice di capolavori come La lunga vita di Marianna Ucrìa e Buio, Maraini ha ripercorso alcuni momenti della propria esperienza umana e letteraria, soffermandosi in particolare sul valore della memoria come strumento di conoscenza e responsabilità. Al centro della conversazione anche il suo ultimo romanzo, Vita mia (Rizzoli), nel quale racconta la drammatica esperienza vissuta durante l’infanzia nei campi di concentramento giapponesi destinati agli antifascisti italiani. Un racconto autobiografico che restituisce una testimonianza preziosa sulla guerra, sulla privazione della libertà e sulla capacità dell’essere umano di resistere anche nelle condizioni più difficili.

Nel corso dell’intervista, Maraini ha sottolineato come la scrittura rappresenti da sempre un esercizio di ascolto e di fiducia. Fiducia nella parola, nella memoria e nella possibilità che i racconti possano continuare a interrogare il presente e a costruire consapevolezza nelle nuove generazioni. La scrittrice ha evidenziato l’importanza di custodire le storie individuali e collettive, soprattutto in un tempo in cui il rischio dell’oblio appare sempre più concreto. Per Maraini, ricordare non significa soltanto conservare il passato, ma comprendere meglio il presente e immaginare un futuro più consapevole.

Nel dialogo con Irene Carmina è emerso anche il ruolo della letteratura come spazio di libertà e confronto. Attraverso i suoi romanzi, i racconti e le opere teatrali, l’autrice ha sempre dato voce a chi spesso rimane ai margini della narrazione pubblica, trasformando la scrittura in uno strumento di inclusione e partecipazione civile.

Un incontro che ha offerto agli ascoltatori di l’opportunità di conoscere più da vicino una delle figure più significative della cultura italiana, capace di attraversare generazioni diverse mantenendo intatta la forza del proprio messaggio.