
MESSINA – Il nuovo Consiglio metropolitano di Messina ha finalmente un volto. Lo scrutinio delle elezioni di secondo livello si è concluso con la proclamazione dei quattordici consiglieri che siederanno a Palazzo dei Leoni e affiancheranno il sindaco metropolitano Federico Basile nelle scelte strategiche per i 108 Comuni del territorio.
Il risultato consegna a Sud chiama Nord la posizione di prima forza dell’assemblea. Il movimento conquista sette seggi, esattamente la metà del Consiglio, grazie al 45,02 per cento dei voti ponderati. Seguono Fratelli d’Italia con tre rappresentanti, il Partito democratico con due, Lega e Grande Sicilia con uno ciascuno. Nessun eletto, invece, per Forza Azzurra.
La nuova composizione politica apre una fase istituzionale rilevante per l’area metropolitana. Il Consiglio sarà chiamato a intervenire su materie che incidono direttamente sulla vita dei territori: dalla viabilità all’edilizia scolastica, dalla pianificazione alla tutela ambientale, fino alla programmazione degli investimenti e allo sviluppo del comprensorio.
Un voto riservato agli amministratori locali
Le elezioni metropolitane non hanno coinvolto direttamente i cittadini. Si è trattato di una consultazione di secondo livello alla quale hanno potuto partecipare esclusivamente i sindaci e i consiglieri comunali dei 108 Comuni appartenenti alla Città metropolitana di Messina. Dei 1.274 amministratori aventi diritto si sono recati alle urne in 1.055. L’affluenza si è così attestata all’82,81 per cento, un dato che conferma l’ampia partecipazione degli enti locali a un appuntamento destinato a determinare gli equilibri istituzionali dei prossimi anni.
L’assegnazione dei seggi è avvenuta attraverso il sistema del voto ponderato. Ogni preferenza ha assunto un valore differente in base alla popolazione del Comune rappresentato dall’elettore. Il voto espresso da un amministratore di un centro più popoloso, quindi, ha avuto un peso superiore rispetto a quello proveniente da un municipio più piccolo. Il meccanismo punta a garantire una rappresentanza equilibrata dell’intero territorio, tenendo insieme le esigenze dei centri maggiori e quelle dei Comuni meno popolosi.
Sud chiama Nord prima forza con sette eletti
Sud chiama Nord ha raccolto 328 voti effettivi, corrispondenti a 40.339 voti ponderati e al 45,02 per cento. Il risultato ha consentito al movimento di ottenere sette dei quattordici seggi disponibili. Il più votato della lista è Carmelo Lo Monte, sindaco di Graniti, con 4.615 preferenze ponderate, pari all’11,4 per cento del totale della formazione. Seguono Flavio Santoro, consigliere comunale di Naso, con 4.119 preferenze e il 10,2 per cento, e Giuseppe Crisafulli, consigliere comunale di Milazzo, con 3.813 preferenze e il 9,5 per cento.
Entrano in Consiglio anche Daniela Zirilli, consigliera comunale di Villafranca Tirrena, con 3.638 preferenze e il 9 per cento; Paolo Alibrandi, consigliere comunale di Messina, con 3.450 preferenze e l’8,6 per cento; Antonino Russo, consigliere comunale di Lipari, con 2.954 preferenze e il 7,3 per cento; Lorenzo Italiano, consigliere comunale di Milazzo, con 2.817 preferenze e il 7 per cento.
La delegazione di Sud chiama Nord sarà quindi composta da rappresentanti provenienti da differenti aree del territorio metropolitano, dal capoluogo alla zona ionica, dal comprensorio tirrenico fino alle Eolie.
Tre consiglieri per Fratelli d’Italia
Fratelli d’Italia – Giorgia Meloni si colloca al secondo posto con 275 voti effettivi, 18.831 voti ponderati e il 21,02 per cento. Alla lista sono stati attribuiti tre seggi. A ottenere il maggior numero di preferenze è stato Giuseppe Midili, sindaco di Milazzo, con 10.719 voti ponderati, pari al 57,1 per cento del risultato della lista. Un dato che lo rende anche uno dei candidati con il peso elettorale più rilevante dell’intera consultazione. Sono stati eletti anche Libero Gioveni, consigliere comunale di Messina, con 3.952 preferenze e il 21,1 per cento, e Antonino Foti Cuzzola, consigliere comunale di Piraino, con 2.612 preferenze e il 13,9 per cento.
Due seggi al Partito democratico
Il Partito democratico ha ottenuto 184 voti effettivi e 12.343 voti ponderati, raggiungendo il 13,78 per cento e conquistando due posti nell’assemblea metropolitana. Il primo eletto è Salvatore Sidoti, consigliere comunale di Patti, che ha raccolto 6.907 preferenze ponderate, pari al 56 per cento del totale della lista. Con lui entra a Palazzo dei Leoni Giuseppe Siracusano, sindaco di Malfa, con 4.042 preferenze e il 32,7 per cento. La presenza del sindaco di Malfa garantirà anche una rappresentanza diretta delle isole Eolie all’interno del nuovo Consiglio.
Un rappresentante per Lega e Grande Sicilia
La Lega – Salvini Premier ha raccolto 92 voti effettivi, corrispondenti a 7.103 voti ponderati e al 7,93 per cento. L’unico seggio conquistato è stato assegnato a Cosimo Oteri, consigliere comunale di Messina, che ha ottenuto 2.630 preferenze, pari al 37 per cento del risultato della lista.
Grande Sicilia ha invece raggiunto 66 voti effettivi e 5.829 voti ponderati, attestandosi al 6,51 per cento. A rappresentare la formazione sarà Monica Alessandra Maria Brancatelli, consigliera comunale di Sant’Agata di Militello, eletta con 3.143 preferenze e il 53,9 per cento dei consensi della lista. Resta fuori dal Consiglio Forza Azzurra. La formazione ha raccolto 107 voti effettivi e 5.152 voti ponderati, pari al 5,75 per cento, senza riuscire a ottenere alcun seggio.
La geografia della nuova assemblea
La distribuzione dei seggi restituisce un Consiglio formato da amministratori provenienti da diverse aree della provincia. Accanto ai rappresentanti di Messina figurano esponenti di Milazzo, Graniti, Naso, Villafranca Tirrena, Lipari, Patti, Malfa, Piraino e Sant’Agata di Militello. La composizione riflette così la complessità di un territorio che si estende dalle coste ioniche a quelle tirreniche, comprende le isole Eolie e riunisce Comuni con dimensioni, caratteristiche ed esigenze molto differenti.
Sul piano politico, Sud chiama Nord potrà contare su sette consiglieri, ma non dispone da sola della maggioranza assoluta, fissata a otto voti. La gestione dell’assemblea richiederà quindi confronto e collaborazione, soprattutto nell’approvazione degli atti fondamentali dell’Ente.
Le sfide della nuova consiliatura
Il Consiglio metropolitano sarà chiamato a definire gli indirizzi generali della Città metropolitana e ad approvare gli atti più importanti della programmazione. Il suo ruolo riguarderà ambiti che hanno una ricaduta concreta sui singoli Comuni e sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini. Tra le priorità figurano la manutenzione e la pianificazione della rete viaria metropolitana, la gestione dell’edilizia scolastica, la tutela dell’ambiente, l’organizzazione territoriale e la valorizzazione delle risorse locali. L’assemblea dovrà anche contribuire alla definizione delle politiche di sviluppo, cercando di tenere insieme le esigenze del capoluogo, dei centri più grandi, delle aree interne, delle zone costiere e delle isole.
Basile: «Inizia un nuovo percorso istituzionale»
Il sindaco metropolitano Federico Basile ha definito la consultazione un passaggio importante per la Città metropolitana e per tutti i Comuni che ne fanno parte. Dopo avere ringraziato i sindaci e i consiglieri comunali che hanno partecipato al voto, Basile ha rivolto gli auguri di buon lavoro ai quattordici eletti. Il sindaco ha richiamato la necessità di superare le legittime differenze politiche attraverso un’azione fondata sulla responsabilità istituzionale, sulla collaborazione e sull’attenzione alle necessità delle comunità.
La nuova consiliatura dovrà ora trasformare il risultato elettorale in capacità amministrativa. La sfida sarà individuare soluzioni condivise per un territorio vasto e articolato, nel quale problemi e opportunità difficilmente possono essere affrontati entro i confini dei singoli Comuni.
Con la proclamazione degli eletti, Palazzo dei Leoni torna dunque ad avere un’assemblea definita. Il quadro politico è tracciato: Sud chiama Nord parte dalla posizione di forza principale, mentre alle altre formazioni spetterà il compito di costruire il confronto sui singoli provvedimenti. Il banco di prova sarà la capacità del nuovo Consiglio di tradurre rappresentanza ed equilibri politici in decisioni efficaci per l’intera area metropolitana.





