Fondazione Taormina Arte Sicilia
Fondazione Taormina Arte Sicilia
attualità

Etna, una settimana di lava e cenere: l’eruzione continua e manda in tilt i voli fino alle 2 del 15 agosto

Attività persistente come non accadeva dalla fine degli anni Settanta. Colate attive, cenere dalla Voragine e tremore elevato mentre Fontanarossa resta ancora fermo

CATANIA – L’Etna continua a dettare tempi e condizioni alla Sicilia orientale, con ripercussioni che dalla sommità del vulcano arrivano fino al sistema dei trasporti nel pieno dell’esodo di Ferragosto. La persistente attività eruttiva ha imposto lo stop alle operazioni di volo all’aeroporto internazionale Vincenzo Bellini di Catania-Fontanarossa, dove arrivi e partenze sono stati sospesi fino alle 2 del 15 agosto a causa della presenza di cenere vulcanica e delle condizioni legate all’evoluzione della nube eruttiva.

Una situazione particolarmente delicata in uno dei periodi di maggiore pressione dell’anno per il traffico aereo siciliano. La sospensione delle operazioni rappresenta l’effetto più immediato, sul fronte dei trasporti, di una fase eruttiva che per durata e caratteristiche sta attirando l’attenzione dei vulcanologi. Da sette giorni consecutivi l’Etna manifesta infatti un’attività pressoché continua, caratterizzata da esplosioni stromboliane, fontane di lava, emissioni di cenere e colate che interessano diversi settori dell’edificio vulcanico.

Una persistenza che segna una discontinuità rispetto al comportamento osservato negli ultimi decenni. Secondo Salvo Gambino, direttore dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, per ritrovare una sequenza eruttiva di durata comparabile occorre tornare alla fine degli anni Settanta. Negli anni più recenti l’Etna aveva abituato a parossismi anche estremamente energetici, ma generalmente concentrati in archi temporali più brevi.

Magma profondo e ricco di gas

Alla base della prolungata attività potrebbe esserci la risalita di magma proveniente da livelli più profondi e caratterizzato da un’elevata componente gassosa. Un elemento che favorisce la frammentazione del materiale magmatico e contribuisce ad alimentare sia l’attività esplosiva sia la continua produzione di cenere, uno dei problemi principali per l’aeroporto di Catania. Le particelle vulcaniche disperse nell’atmosfera costituiscono infatti un elemento incompatibile con la normale sicurezza delle operazioni aeronautiche, rendendo necessaria una gestione dello spazio aereo strettamente collegata all’evoluzione dell’attività eruttiva e alla direzione dei venti. Sul vulcano, intanto, il quadro rimane dinamico

Un’attività eccezionalmente lunga

La fase in corso era stata preceduta da segnali che avevano determinato un rafforzamento del sistema di attenzione. Già il 26 giugno il Dipartimento della Protezione civile aveva disposto il passaggio del livello di allerta per il vulcano dal verde al giallo, con l’attivazione della fase operativa di preallerta, dopo l’aumento del tremore e la ripresa dell’attività effusiva nell’area dell’alta Valle del Leone-Valle del Bove. A rendere particolarmente rilevante l’attuale sequenza è però soprattutto la sua continuità. L’Etna, almeno per il momento, non sta seguendo il modello dei singoli episodi parossistici intervallati da periodi di relativa quiete, ma sta mantenendo un’attività sostenuta per più giorni consecutivi. È questo l’elemento che rende la fase eruttiva dell’agosto 2026 scientificamente significativa nel quadro della storia recente del vulcano.Una dinamica che resta comunque soggetta a evoluzioni anche rapide.

Ferragosto segnato dai disagi

L’emergenza più immediata resta quella dei collegamenti aerei. Lo stop di Fontanarossa arriva durante Ferragosto, quando lo scalo catanese è interessato da un intenso movimento di turisti, residenti e siciliani di rientro per le vacanze. La necessità di riprogrammare voli e trasferire i passeggeri verso altri aeroporti produce inevitabili ripercussioni sull’intera rete regionale. Per chi deve viaggiare, l’indicazione resta quella di verificare lo stato del proprio volo direttamente con le compagnie aeree prima di raggiungere l’aerostazione. L’eventuale ripresa delle operazioni dipenderà infatti dall’evoluzione dell’eruzione, dalla dispersione della cenere e dalle condizioni di sicurezza dello spazio aereo.