Fondazione Taormina Arte Sicilia
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sanità

INTERVISTE Messina, svolta green al Policlinico: i rifiuti sanitari diventano risorsa energetica

La tecnologia sfrutterà il calore prodotto durante la triturazione per sterilizzare i materiali e avviarli alla valorizzazione energetica

MESSINA – Un nuovo modello per la gestione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo entra a regime al Policlinico di Messina. Al suo interno è infatti pienamente operativo un impianto di ultima generazione che permette di sterilizzare direttamente in ospedale i materiali potenzialmente infettivi e, al termine del trattamento, di trasformarli in combustibile destinato alla produzione di energia elettrica. Il sistema, presentato ufficialmente dalla Direzione aziendale alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, introduce un cambiamento sostanziale nel ciclo di gestione dei rifiuti prodotti dall’attività sanitaria con l’obiettivo di intervenire contemporaneamente sul fronte della sicurezza, dell’efficienza organizzativa e della sostenibilità ambientale, riducendo la necessità di trasferire all’esterno dell’ospedale i materiali da sottoporre a trattamento.

L’impianto è stato collocato in un’area già presente all’interno della struttura ospedaliera, riqualificata e adeguata per accogliere la nuova tecnologia. Una scelta che consente di modificare in maniera sostanziale il tradizionale ciclo di gestione dei rifiuti sanitari a rischio infettivo. Se prima, infatti, il materiale doveva essere raccolto, movimentato e successivamente trasportato all’esterno dell’ospedale per essere trattato in impianti dedicati, oggi gran parte del processo può essere completata direttamente all’interno dell’Azienda ospedaliera universitaria. Il nuovo sistema permette di triturare e sterilizzare i rifiuti, rendendone possibile il successivo recupero sotto forma di combustibile destinato alla produzione di energia elettrica. È proprio questo passaggio a rappresentare uno degli elementi più innovativi del progetto: il materiale, una volta trattato e reso sicuro, non conclude il proprio ciclo come semplice rifiuto da smaltire, ma viene valorizzato come risorsa energetica.

Anche il processo di sterilizzazione presenta caratteristiche tecnologiche specifiche. L’impianto sfrutta infatti il calore generato durante la triturazione e, secondo quanto spiegato dall’Azienda ospedaliera, opera senza produrre Pop, i cosiddetti Persistent Organic Pollutants, inquinanti organici persistenti che possono permanere a lungo nell’ambiente. Un sistema che permette quindi di intervenire sull’intera filiera, limitando la movimentazione dei materiali e i trasporti verso impianti esterni e concentrando all’interno del Policlinico le principali fasi del trattamento. A questo si aggiunge la possibilità di recuperare il materiale sterilizzato e destinarlo alla produzione energetica, con l’obiettivo di rendere più efficiente e sostenibile la gestione dei rifiuti prodotti dall’attività sanitaria: “La trasformazione in combustibile per la produzione di energia elettrica rappresenta una novità assoluta nel territorio regionale”, ha sottolineato il direttore amministrativo, Elvira Amata. Un progetto il cui percorso era stato valutato già durante la direzione di Santonocito e che, con l’attuale governance aziendale, ha ricevuto l’impulso necessario per arrivare alla piena realizzazione.

La scelta è stata preceduta anche da una valutazione Hta, Health Technology Assessment, attraverso la quale sono stati analizzati in maniera multidisciplinare gli aspetti legati all’introduzione della nuova tecnologia. A seguire il progetto è stato un gruppo di lavoro formato da Giuseppe Cannavò, dagli ingegneri Claudio La Rosa e Roberto Campagna e da Veronica Nicosia e Anna Calogero. Con l’entrata a regime dell’impianto, il Policlinico messinese introduce così un modello che supera la tradizionale logica dello smaltimento, puntando sul recupero del materiale.