CASALVECCHIO SICULO rinnova uno degli appuntamenti religiosi e popolari più radicati nell’hinterland jonico. I festeggiamenti in onore di Sant’Onofrio, patrono del paese, accompagnano la comunità sino al 20 settembre attraverso celebrazioni liturgiche, processioni e tradizioni tramandate nel tempo. Il programma, predisposto dal parroco don Francesco Broccio e dal comitato festa, richiama nel centro collinare anche numerosi casalvetini che vivono lontano dal paese. La ricorrenza diventa così non soltanto un momento religioso, ma anche un’occasione di ritorno alle proprie radici e di incontro tra generazioni.
Il percorso di preparazione alla festa era iniziato già il 30 agosto, con la discesa del cinquecentesco simulacro ligneo di Sant’Onofrio dal tronetto dell’altare maggiore e la sua esposizione alla venerazione dei fedeli. Dal 4 settembre, invece, nella Chiesa Madre viene celebrata ogni sera la novena, con la partecipazione di sacerdoti del vicariato e provenienti anche da altre realtà.
Il rito di Pestarriu e la memoria della peste del 1743
Uno dei passaggi più significativi è in programma oggi venerdì 11 settembre. Alle 18 il mezzo busto ligneo sarà portato in processione fino alla contrada “Pestarriu”, luogo al quale la tradizione lega un episodio profondamente radicato nella memoria religiosa di Casalvecchio. Secondo il racconto tramandato dalla comunità, proprio in questa zona nel 1743 si sarebbe arrestata l’epidemia di peste, risparmiando gli abitanti del paese. In memoria dell’evento venne realizzata un’edicola votiva, presso la quale anche quest’anno sarà celebrata la messa.
Al termine, una fiaccolata accompagnerà il ritorno dei fedeli verso la Chiesa Madre. Qui, dopo la lettura del testo commemorativo del miracolo della peste, verrà svelato il simulacro argenteo di Sant’Onofrio. Il mezzo busto ligneo tornerà quindi sul tronetto, mentre la statua in argento resterà esposta alla venerazione della comunità.
La banda cittadina e le tradizioni popolari
Sabato 12 settembre sarà protagonista anche la storica banda musicale di Casalvecchio Siculo, fondata negli anni Sessanta dell’Ottocento e oggi diretta dal maestro Antonino Manuli. In piazza Tenente Elia Crisafulli è previsto un concerto con un repertorio di musica classica e moderna. A seguire, in piazza Municipio, tornerà il tradizionale “sciccareddhu”, accompagnato dai fuochi pirotecnici, uno degli appuntamenti popolari legati alla vigilia della festa.
Domenica 13 la giornata dedicata al patrono
Il momento centrale dei festeggiamenti sarà domenica 13 settembre. La banda musicale attraverserà le vie del paese già dalla mattina, mentre alle 14 il suono del tamburo annuncerà l’uscita del tradizionale “camiddhu”. La maschera allegorica del cammello è legata a diverse interpretazioni della storia locale. Una tradizione la associa alla cacciata degli arabi da parte dei normanni, mentre un’altra lettura la riconduce alla conquista dell’autonomia di Casalvecchio dal dominio della vicina Savoca. Al di là delle differenti interpretazioni, il rito resta uno degli elementi identitari della festa.
Alle 18 sarà celebrata la messa solenne. Subito dopo partirà la processione del simulacro argenteo di Sant’Onofrio, che attraverserà le vie del centro storico. Al corteo religioso prenderanno parte anche le confraternite, l’associazione del Sacro Cuore e le rappresentanze delle parrocchie legate all’Arcipretura.
Musica e gastronomia fino alla chiusura del 20 settembre
Accanto al programma religioso trovano spazio gli appuntamenti popolari, con musica, balli e le preparazioni gastronomiche della tradizione locale. Tra le specialità proposte figurano focaccia messinese, maccheroni al sugo di carne, porchetta, salsiccia, puccia e cuzzola, preparate dalle attività del territorio e dal comitato festa.
Il calendario si concluderà domenica 20 settembre con la celebrazione eucaristica nell’ottava della festa. Seguiranno la ricollocazione del simulacro argenteo nella cappella che lo custodisce durante l’anno e il tradizionale sorteggio, ultimo atto di una ricorrenza che continua a intrecciare fede, memoria storica e identità della comunità casalvetina.
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