POLITICA

VIDEO De Luca da Roma rilancia Sud chiama Nord, obiettivo il 3%: “Siamo la vera novità del centrodestra”

Dopo l'intesa con Fratelli d'Italia, il sindaco di Taormina punta a superare il milione di voti alle prossime elezioni politiche. Trattative con movimenti civici e autonomisti del Nord, mentre prende forma il progetto Sindaci d'Italia

Cateno De Luca alza l’asticella e prova a trasformare Sud chiama Nord da movimento radicato soprattutto in Sicilia a protagonista della prossima competizione elettorale nazionale. L’obiettivo dichiarato è ambizioso, superare il 3% alle elezioni politiche e conquistare un milione di voti, costruendo una rete di alleanze capace di intercettare il consenso dei movimenti civici e autonomisti, anche nelle regioni settentrionali. Il nuovo corso prende forma dopo l’accordo politico con Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, che ha consentito a Sud chiama Nord di costituire un proprio gruppo alla Camera grazie all’adesione di due deputati provenienti dall’area del partito della premier. Un passaggio che ha modificato il peso parlamentare della formazione guidata dal sindaco di Taormina, aprendo prospettive fino a pochi mesi fa difficilmente immaginabili. De Luca sembra intenzionato a sfruttare questa fase favorevole per consolidare la propria presenza sulla scena nazionale. Nonostante qualche malumore interno legato alla nuova collocazione politica, il leader di Sud chiama Nord ha intensificato gli interventi pubblici e le iniziative di comunicazione, presentando l’intesa con il centrodestra come un’opportunità di crescita e non come una rinuncia all’identità autonomista del movimento.

Da Montecitorio la sfida per le prossime politiche

L’ultima accelerazione è arrivata durante un punto stampa davanti a Montecitorio, dove De Luca si è presentato affiancato da Laura Castelli e Francesco Gallo. Davanti ai giornalisti ha delineato le prossime mosse del movimento, indicando nel superamento della soglia del 3% il traguardo da raggiungere. Una percentuale che, nelle intenzioni dell’ex sindaco di Messina, dovrebbe tradursi in circa un milione di voti su scala nazionale. Un risultato tutt’altro che scontato per una formazione che ha costruito gran parte del proprio consenso in Sicilia e che adesso deve dimostrare di possedere una capacità di attrazione anche al di fuori dell’Isola. La strategia non passa soltanto attraverso il rafforzamento dell’organizzazione esistente. De Luca intende allargare il perimetro politico del movimento, coinvolgendo realtà territoriali che condividano un’impostazione amministrativa e autonomista. “Stiamo chiudendo accordi importanti, soprattutto con movimenti civici ed autonomisti del Nord”, ha annunciato, lasciando intendere che le trattative siano già in una fase avanzata. La prospettiva è quella di costruire uno schieramento capace di presentarsi alle elezioni con una propria identità, ma all’interno di un quadro di collaborazione con il centrodestra.

Il progetto Sindaci d’Italia e le alleanze al Nord

Tra le operazioni politiche più significative figura il possibile accordo con Sindaci d’Italia, una nuova formazione che punta a valorizzare il ruolo degli amministratori locali nella politica nazionale. De Luca avrebbe contribuito alla nascita del progetto, pur senza comparire formalmente tra i fondatori. L’eventuale convergenza consentirebbe a Sud chiama Nord di ampliare la propria rete, puntando su sindaci e amministratori che dispongono di un rapporto diretto con le comunità locali. È proprio su questa dimensione che il leader autonomista intende costruire una parte importante della propria proposta politica, trasferendo sul piano nazionale un modello fondato sull’esperienza amministrativa, sulla conoscenza dei territori e sulla capacità di ottenere risultati concreti. Le interlocuzioni, definite ironicamente dallo stesso De Luca “sedute spiritiche”, riguardano anche altre formazioni civiche e autonomiste del Settentrione. Per il momento non sono stati ufficializzati tutti i soggetti coinvolti, ma l’obiettivo è arrivare all’appuntamento romano di fine ottobre con un quadro più definito delle alleanze e con una piattaforma politica capace di andare oltre i tradizionali confini geografici del movimento. Una strategia che punta a valorizzare il civismo come elemento di aggregazione, senza rinunciare alla collaborazione con i partiti nazionali.

La convention romana e il segnale politico di La Russa

Il primo banco di prova sarà la convention nazionale di Sud chiama Nord, in programma dal 27 al 29 ottobre in un hotel della Capitale. Tre giornate che dovrebbero servire non soltanto a presentare le nuove intese, ma anche a delineare l’identità politica e organizzativa dello schieramento in vista delle prossime elezioni. “Insieme al progetto Sindaci d’Italia e a nuovi movimenti civici, vi stupiremo con gli effetti speciali”, ha anticipato De Luca, alimentando l’attesa per gli annunci previsti durante la manifestazione. Particolarmente significativa sarà la partecipazione di Ignazio La Russa. Il presidente del Senato, esponente di primo piano di Fratelli d’Italia, è infatti annunciato per l’apertura dei lavori. Una presenza dal forte valore politico, che testimonia la crescente vicinanza tra il movimento di De Luca e il partito della presidente del Consiglio. L’accordo parlamentare potrebbe dunque rappresentare soltanto il primo passaggio di una collaborazione più ampia, destinata a incidere sugli equilibri del centrodestra. Per Sud chiama Nord, la convention sarà anche l’occasione per misurare la consistenza delle nuove adesioni e verificare quanto il progetto di espansione nazionale sia già sostenuto da una struttura organizzativa e da interlocutori politici concretamente disponibili a condividere il percorso.

La competizione con Vannacci e la ricerca di nuovi consensi

Nella strategia di De Luca emerge anche un altro obiettivo, quello di contendere consensi all’area politica riconducibile a Roberto Vannacci, proponendo un’alternativa fondata sul pragmatismo amministrativo. Il sindaco di Taormina non ha risparmiato critiche all’ex generale, utilizzando ancora una volta toni polemici e provocatori. “Mentre Vannacci scappa in ritirata strategica e va a candidarsi alle primarie della sinistra per dargli il colpo di grazia e trasformarla nel ‘Campo Santo’, noi continuiamo a fare politica seria”, ha dichiarato. Poi l’affondo sul modello politico che intende contrapporre a quello del suo avversario. “Al partito delle supercazzole contrapponiamo il pragmatismo, i sindaci di trincea e la buona amministrazione dei nostri esponenti sul territorio”. Al di là della polemica, la posizione del leader di Sud chiama Nord rivela la volontà di ritagliarsi uno spazio preciso nell’area del centrodestra, rivolgendosi soprattutto a quell’elettorato che chiede maggiore attenzione ai territori e alle autonomie locali. L’ambizione è intercettare voti aggiuntivi, senza limitarsi a redistribuire quelli già presenti all’interno della coalizione. In questa prospettiva, la contrapposizione con Vannacci assume anche una funzione di posizionamento politico, perché consente a De Luca di presentare il proprio movimento come espressione di un centrodestra amministrativo, radicato nelle istituzioni locali e orientato ai risultati.

Dalla Sicilia alla dimensione nazionale, la prova più difficile

Per De Luca la sfida è anche personale. Dopo aver costruito una carriera politica fortemente legata al territorio messinese e siciliano, il sindaco di Taormina cerca adesso di accreditarsi come interlocutore nazionale, capace di dialogare direttamente con i vertici del centrodestra. Il passaggio non è privo di incognite. La collaborazione con Fratelli d’Italia rappresenta una svolta rispetto alle contrapposizioni del passato e potrebbe generare ulteriori tensioni tra quanti, all’interno di Sud chiama Nord, hanno sostenuto una linea di autonomia dai partiti tradizionali. C’è poi il problema della capacità organizzativa. Raggiungere un milione di voti richiede una presenza capillare sul territorio nazionale, candidati riconoscibili e una proposta politica in grado di superare la dimensione prevalentemente siciliana del movimento. La convention di Roma dovrà quindi chiarire quanto delle alleanze annunciate si tradurrà in accordi effettivi e quale sarà il ruolo di Sud chiama Nord nella coalizione. Intanto, un elemento appare evidente. L’intesa con Fratelli d’Italia ha aperto una nuova fase nella traiettoria politica di De Luca, che punta a trasformare il proprio movimento in una componente riconoscibile del centrodestra nazionale. Il traguardo del 3% resta per ora una dichiarazione d’intenti, mentre la prospettiva di un milione di voti costituisce una sfida impegnativa per una forza che deve ancora consolidare la propria presenza fuori dalla Sicilia. Saranno la consistenza delle nuove alleanze, la tenuta interna del movimento e soprattutto la risposta degli elettori a stabilire se l’operazione potrà diventare qualcosa di più di un’ambiziosa scommessa politica.