Cronaca

Terremoti nel Tirreno Meridionale, 15 scosse in poche ore: la più forte di magnitudo 5.5 avvertita tra Messina e Palermo

La successione degli eventi è iniziata alle 10:02, con una scossa di magnitudo 3.9 localizzata a 25 chilometri di profondità.

IN AGGIORNAMENTO

La successione degli eventi è iniziata alle 10:02, con una scossa di magnitudo 3.9 localizzata a 25 chilometri di profondità. Alle 11:04 è seguito un terremoto di magnitudo 3.3, mentre alle 11:51 è stato registrato un evento di magnitudo 4.3, con ipocentro a 24 chilometri. Alle 11:56 i sismografi hanno rilevato un’ulteriore scossa di magnitudo 3.6, alle 12.04 di magnetudo 2.9. Poco più di venti minuti dopo, alle 12:19, si è verificato il terremoto più intenso della sequenza, di magnitudo 5.5. L’attività è proseguita alle 12:24 con un evento di magnitudo 4.0, seguito da altre scosse di magnitudo inferiore. Tra queste, quelle registrate alle 12:43, alle 12:51 e alle 12:55, rispettivamente di magnitudo 3.2, 3.2 e 3.3. Alle 13:08 l’Ingv ha rilevato un altro terremoto di magnitudo 2.9. Il bilancio di undici eventi si riferisce alle scosse comprese tra le 10:02 e le 13:08, secondo l’aggiornamento disponibile nella prima parte del pomeriggio.

La scossa di magnitudo 5.5 avvertita nel Catanese

Il terremoto delle 12:19 è stato percepito anche in alcune località della Sicilia orientale. Segnalazioni sono arrivate dal territorio catanese, in particolare da Paternò e dai comuni limitrofi. Come spiegato dal geologo dell’Ingv Marco Neri, l’elevata magnitudo dell’evento ha contribuito a renderlo percepibile anche a distanza dall’epicentro, localizzato in mare. La scossa principale è stata registrata a una profondità di 9 chilometri, mentre gli altri eventi della sequenza hanno interessato profondità differenti, comprese tra 8 e 32 chilometri. Le rilevazioni confermano che l’attività sismica si è concentrata in un’area del Tirreno Meridionale già interessata da terremoti nei giorni precedenti.

Scosse anche nei giorni precedenti: i dati dell’Ingv

L’attività registrata il 23 ottobre non rappresenta un episodio isolato. Nella stessa area marina, la rete di monitoraggio dell’Ingv aveva già rilevato diversi terremoti a partire dal 20 ottobre. Tra gli eventi precedenti figurano due scosse di magnitudo 3.8 e 3.6 registrate nella notte tra il 20 e il 21 ottobre, oltre a un terremoto di magnitudo 3.7 nella mattinata del 22 ottobre. La concentrazione temporale e geografica degli eventi descrive una sequenza sismica che viene seguita attraverso il monitoraggio strumentale. Non è tuttavia possibile stabilire, sulla base delle sole rilevazioni disponibili, se e con quale intensità potranno verificarsi ulteriori terremoti. I dati pubblicati dall’Ingv, comprese magnitudo e profondità, possono essere aggiornati in seguito alle successive analisi. Il quadro resta quindi soggetto a evoluzione, mentre prosegue la registrazione dell’attività sismica nel Tirreno Meridionale.