PALERMO – Una serata di raccoglimento, testimonianze e musica per ricordare le vittime della mafia e rinnovare l’impegno collettivo nella difesa della legalità. Il Pantheon di San Domenico, nel cuore di Palermo, ha ospitato il 2 novembre la seconda edizione della Via Crucis dedicata a quanti hanno perso la vita nella lotta alla criminalità organizzata. Un appuntamento che ha riunito familiari delle vittime, artisti e rappresentanti della società civile, trasformando la commemorazione in un momento di riflessione sul valore della memoria e della giustizia. L’iniziativa, inserita quest’anno nella cornice del Premio Pantheon 2026 è stata realizzata con la produzione del Teatro Nuovo, attraverso l’impegno di Silvana Di Salvo e Paride Zappalà, in collaborazione con i Frati Domenicani e l’Associazione Per Onorare La Memoria Dei Caduti Nella Lotta Contro La Mafia.
A fare da scenario alla celebrazione la chiesa di San Domenico, luogo simbolo della memoria civile siciliana, che custodisce le spoglie del giudice Giovanni Falcone. Tra le navate del monumentale complesso religioso, le quattordici stazioni della Via Crucis sono state accompagnate da meditazioni, letture e testimonianze, in un percorso che ha intrecciato spiritualità e impegno civile. A promuovere e coordinare la manifestazione è stato Carmine Mancuso, già senatore della Repubblica, ispettore capo della Polizia di Stato e presidente dell’associazione impegnata nella tutela della memoria delle vittime della mafia. Un impegno che affonda le radici nella sua storia familiare. Mancuso è figlio di Lenin Mancuso, maresciallo di pubblica sicurezza e componente della scorta del magistrato Cesare Terranova, assassinato insieme a quest’ultimo in un agguato mafioso nel settembre del 1979. Da quella tragedia ha preso forma un lungo percorso di impegno civile, dedicato alla ricerca della giustizia, alla difesa dei diritti dei familiari delle vittime e alla trasmissione della memoria alle nuove generazioni.
Sotto il titolo evocativo “Venite a questi marmi”, la commemorazione ha dato spazio alle parole dei familiari, restituendo una dimensione umana alle storie di quanti hanno sacrificato la propria vita nella lotta contro Cosa nostra. Testimonianze che hanno accompagnato il percorso religioso, richiamando l’importanza di mantenere vivo il ricordo anche oltre le ricorrenze istituzionali.
L’Ave Maria di Bartolomeo Cosenza tra i momenti più emozionanti
Particolarmente significativo il contributo della musica, che ha accompagnato i diversi momenti della celebrazione. Tra le esecuzioni più intense, quella dell’Ave Maria composta dal maestro palermitano Bartolomeo Cosenza e interpretata dal soprano Lidia Gammacurta. La composizione, caratterizzata da una scrittura melodica delicata ed espressiva, ha trovato nella voce del soprano un’interpretazione capace di sottolinearne la dimensione spirituale. Un momento di raccoglimento che ha assunto il significato di una preghiera collettiva dedicata alle vittime della mafia e alle loro famiglie. L’opera di Cosenza, già eseguita in diverse città internazionali, tra cui New York, Vienna e Mosca è tornata così a risuonare nella città natale del compositore, in un contesto particolarmente significativo per la storia e la memoria di Palermo. Per Lidia Gammacurta, già protagonista della precedente edizione della Via Crucis, si è trattato di un nuovo appuntamento artistico accanto al maestro Cosenza. Il programma ha visto la partecipazione di diversi interpreti, che hanno contribuito ad accompagnare il percorso delle quattordici stazioni. Accanto a Cosenza e Gammacurta, si sono esibiti il soprano Federica Neglia, l’attrice Silvia Trigona e il maestro Mario Renzi, protagonisti di interventi musicali e interpretativi inseriti nella narrazione della serata.
Spazio anche al debutto concertistico italiano di Lyubov Borovik, giovane cantante russa originaria di Mosca e studentessa del Conservatorio di Palermo. L’artista ha interpretato l’Ave Maria di Caccini, offrendo un’esecuzione caratterizzata da delicatezza e intensità espressiva. Un esordio che segna anche l’avvio di un nuovo percorso musicale per la giovane interprete, pronta a confrontarsi con alcune composizioni del maestro Cosenza. Una collaborazione che potrà contribuire a rafforzare il dialogo artistico tra Palermo e Mosca, attraverso un repertorio capace di superare confini geografici e culturali.
La seconda edizione della Via Crucis al Pantheon di San Domenico ha così ribadito il valore della commemorazione come strumento di sensibilizzazione e partecipazione civile, tramite cui le testimonianze dei familiari, le riflessioni religiose e gli interventi artistici hanno restituito centralità alle storie delle vittime, ricordando come la lotta alla mafia passi anche attraverso la conoscenza e la trasmissione della memoria. In questo percorso, la musica ha rappresentato un linguaggio capace di accompagnare il ricordo e dare voce a sentimenti condivisi. L’Ave Maria di Bartolomeo Cosenza, insieme alle altre esecuzioni della serata, ha infatti contribuito a creare un momento di raccoglimento nel quale spiritualità e impegno civile si sono incontrati.
Al centro della manifestazione, il messaggio portato avanti da Carmine Mancuso e dall’associazione da lui presieduta: ricordare che le vittime della mafia, significa continuare a difendere i valori di libertà, dignità e giustizia per i quali hanno sacrificato la propria vita.





