Le interviste all’ex sindaco di Messina Cateno De Luca ed al primo cittadino (dimissionario),
MESSINA – Aree verdi, parchi e ville, ma anche cimiteri, protezione civile e benessere degli animali. È stato l’assessorato guidato da Massimiliano Minutoli il cuore del tradizionale appuntamento del martedì di Sud chiama Nord, trasformato questa volta in un vero e proprio racconto politico-amministrativo di quanto fatto negli ultimi anni. Un incontro che si è inevitabilmente intrecciato con l’avvio ufficiale della campagna elettorale, dopo le dimissioni di Federico Basile, sindaco fino al 27 febbraio.
Il colpo di teatro di Basile e il senso politico del percorso
Ad aprire l’incontro è stato proprio Basile, con un gesto dal forte valore simbolico: sui banner elettorali ha cancellato le date 2027/2032, sostituendole con 2026. Una piccola gaffe non ha però smorzato il clima, quando al posto di 2031 è comparso per un attimo 2033, subito corretto dal pubblico tra le risate. Al di là dell’episodio, Basile ha rivendicato il lavoro svolto su verde pubblico, rigenerazione urbana, benessere degli animali e protezione civile, tutte deleghe dell’assessorato Minutoli, parlando di “un grande percorso iniziato nel 2018. I cimiteri sono un simbolo di questi risultati raggiunti. Tanti di noi non lo vivono quotidianamente ma molti altri sì. Il decoro che abbiamo dato è un simbolo del rispetto verso questi cittadini. Abbiamo investito tante risorse per arrivare alla normalità e continueremo a farlo”.
Dai cimiteri alla normalità ritrovata
È toccato poi a Minutoli entrare nel dettaglio di un assessorato definito dallo stesso assessore “ampio e a 360 gradi”. “Ho qui tanti appunti perché la mia delega spazia su più fronti. Appena insediati con il sindaco Cateno De Luca abbiamo avviato attività che ci hanno portato a oggi. Sentivamo di dover partire dai cimiteri perché era un tema a cui tenevamo molto. Abbiamo affrontato molte criticità”, ha spiegato. Il racconto parte dal periodo 2018-2022, segnato dall’annullamento di procedure giudicate illegittime, dall’internalizzazione dei servizi e dal percorso Salva Messina, fino a una seconda fase più strutturata, legata all’ampliamento dei cimiteri per circa 41mila nuovi posti. Nelle slide scorrono interventi per circa 22 milioni di euro che interessano Faro Superiore, Castanea, San Paolo-Briga e il Gran Camposanto, con progetti simbolici come quello della nuova Piramide.
Verde pubblico, arredo urbano e Protezione civile
Dal tema cimiteriale il discorso si è allargato al verde pubblico e all’arredo urbano. Minutoli ha ricordato come nel 2018 mancasse una programmazione strutturata, superata poi con l’inserimento della gestione del verde nel contratto di servizio di Messina Servizi e con un primo stanziamento di 500mila euro per la messa in sicurezza delle alberature a rischio, successivamente incrementato. Una lunga carrellata di interventi ha toccato parchi, ville storiche e aree verdi, fino alla riqualificazione di Villa Dante. Ampio spazio anche alla protezione civile, descritta come uno dei cambiamenti più radicali: dall’assenza di pianificazione alle emergenze di Giampilieri e alla crisi idrica del 2015, fino all’attuale piano comunale, al centro polifunzionale operativo e a un gruppo strutturato di volontari. “Oggi siamo pienamente in linea con la legge del luglio 2018”, ha sottolineato l’assessore, ricordando anche gli interventi di manutenzione stradale nei villaggi alluvionati fino a maggio 2025, l’oasi felina inaugurata pochi mesi fa, la lotta al randagismo e l’attenzione al benessere animale. Tra i progetti in cantiere anche il rilancio dell’acquario di Villa Mazzini, con appalto previsto a breve e avvio dei lavori entro settembre 2026.
L’elogio politico di Cateno De Luca
A chiudere l’incontro è stato Cateno De Luca, che ha rivendicato la scelta politica di intervenire in settori considerati per anni intoccabili. “Con Minutoli abbiamo affrontato casi spinosi. Abbiamo subito anche minacce perché c’erano settori come i cimiteri in cui secondo alcuni non si doveva entrare. Ho sempre detto all’assessore che chi nasce e cresce in un contesto ha diritto a riposare in quello stesso posto. Io sono paesano e desidero un giorno rimanere a Fiumedinisi. Chi nasce a Gesso o a Pezzolo ha lo stesso diritto”. Poi l’immagine forte sulle ville cittadine: “Erano pisciatoi a cielo aperto o chiusi. Oggi a Villa Dante mancano solo le papere e le inseriremo nel programma elettorale”. Infine il riferimento al parco Aldo Moro e alle aree attrezzate nei quartieri e nei villaggi, diventate simbolo di una trasformazione più ampia. “Abbiamo ereditato una non città, che oggi è una città. E passeremo adesso alla sua strategicità”. Un bilancio che, tra amministrazione e politica, segna uno dei passaggi chiave del confronto elettorale messinese.






