Una sconfitta che lascia più di un rimpianto, ma anche la consapevolezza di potersela giocare alla pari contro le migliori del girone. La Basket School cade al PalaPadua contro la Virtus Ragusa (81-64) nell’ultima trasferta della regular season, al termine di una gara dai due volti, segnata da un terzo quarto estremamente negativo e da un finale incandescente. Il punteggio finale appare fin troppo severo per quanto visto sul parquet, i peloritani, infatti, restano in partita fino agli ultimi minuti, arrivando anche ad un possesso di distanza, prima di cedere sotto i colpi conclusivi dei padroni di casa. Nonostante il ko, la squadra di coach Sidoti conserva il settimo posto in classifica e si giocherà l’accesso matematico ai playoff nell’ultima giornata, quando al PalaTracuzzi arriverà la capolista Virtus Matera.
In campo Sidoti conferma il quintetto base con Busco, Vinciguerra, Beltadze, Warden e Chakir. È proprio il lungo georgiano a firmare il primo canestro della gara, ma l’avvio sorride a Ragusa, che imprime subito ritmo con Brown, Cardinali e Lanzi, volando sul 13-4. La reazione messinese non si fa attendere con Chakir dalla lunetta e soprattutto con le due triple consecutive di Busco che riaprono immediatamente i giochi. La difesa sale di intensità, decisive le stoppate di Warden e Vinciguerra ed il break di 0-13 consente il sorpasso, suggellato dalla tripla dello stesso Warden per il 13-17. Il primo quarto si chiude in perfetta parità (22-22), a testimonianza dell’equilibrio in campo. Nel secondo periodo Messina gioca con ordine e personalità, Sakovic porta energia dalla panchina, Marinelli garantisce soluzioni offensive, mentre Iannicelli presidia l’area. Il parziale di 0-9 vale il +6 (26-32), ma Ragusa non si disunisce e sfruttando alcune imprecisioni ospiti, torna avanti con Brown, Piscetta e Fabi. La gara si innervosisce anche per alcune decisioni arbitrali contestate, tra cui un contatto su Vinciguerra non sanzionato. Messina riesce comunque a rimettere il naso avanti (35-38) con Sakovic e Lo Iacono, ma nel finale di tempo la Virtus piazza un break di 9-0, chiudendo sul 44-38 grazie alla tripla di Fabi e ai liberi di Peterson e Brown.
È nella terza frazione che si decide l’inerzia del match. Messina difende anche con efficacia, concedendo appena 9 punti, ma in attacco si blocca completamente consentendo a Ragusa di capitalizzare dalla lunetta ed allungare fino al 53-43, costruendo un margine che si rivelerà poi decisivo. Nell’ultimo quarto la EcoJump prova a rientrare con determinazione. Lo Iacono dall’arco, insieme alle giocate di Marinelli e Chakir, riporta i peloritani fino al -6 (59-53), riaccendendo le speranze. Ianelli, però, risponde con due triple pesantissime, mantenendo Ragusa al comando. L’episodio chiave arriva poco dopo, con l’espulsione di Brown per proteste reiterate in un clima sempre più teso sugli spalti. Messina spreca qualcosa dalla lunetta, ma riesce comunque a risalire fino al 62-59 con Marinelli.
Nel momento cruciale, però, Ragusa trova lucidità con la tripla di Cardinali ed i liberi di Peterson e Fabi, complice anche l’uscita per falli di Beltadze a ristabilire le distanze. Chakir tiene viva la speranza, ma Adeola e Peterson chiudono i conti. Nel finale, la tripla di Fabi a tempo praticamente scaduto fissa l’81-64, un divario eccessivo rispetto a quanto espresso in campo e che lascia qualche perplessità anche sul piano del fair play. Resta il rammarico per il blackout del terzo periodo e per alcuni episodi arbitrali nei momenti chiave, ma anche la certezza di aver tenuto testa ad una delle squadre più solide del campionato. Ora tutto si deciderà negli ultimi quaranta minuti della stagione regolare, al PalaTracuzzi contro la Virtus Matera contro la quale servirà una prova di carattere per conquistare un posto nei playoff.





