Taormina piange Francesco Cannone, il calciatore catanese morto ieri in un drammatico incidente sul lavoro nella zona industriale del capoluogo etneo. Aveva 31 anni, era sposato e padre di due figli. Una notizia che ha sconvolto il mondo del calcio dilettantistico siciliano, dove Cannone era conosciuto e apprezzato non soltanto per le qualità sportive, ma anche per il suo carattere e la sua umanità. La morte del giovane atleta ha colpito profondamente anche Taormina, città nella quale Cannone aveva militato nel corso della sua carriera calcistica. Attaccante generoso e combattivo, aveva costruito negli anni un lungo percorso nei campionati dilettantistici siciliani, lasciando ovunque il ricordo di un ragazzo serio e legato ai valori dello sport.
La tragedia si è consumata nella giornata di martedì all’esterno di un’azienda di logistica dove il giovane stava lavorando. Secondo una prima ricostruzione, il muletto sul quale si trovava si sarebbe improvvisamente ribaltato, schiacciandolo. I soccorsi sono intervenuti rapidamente, ma per Cannone non c’è stato nulla da fare.
Le autorità hanno avviato gli accertamenti per chiarire con esattezza la dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. Sul posto sono state raccolte testimonianze e documentazione utili alle indagini.
I primi passi nel calcio li aveva mossi nel settore giovanile del Calcio Catania, arrivando fino alla formazione Primavera. Successivamente aveva indossato le maglie di numerose squadre siciliane, tra cui Taormina, Noto, Viagrande, Atletico Catania, Leonzio, Città di Siracusa, Real Aci e Belpasso.
Nell’ultima stagione stava giocando con l’Aci Sant’Antonio nel campionato di Promozione, continuando a portare avanti la propria passione per il calcio accanto all’attività lavorativa.
In queste ore tantissimi messaggi di cordoglio stanno arrivando dal mondo sportivo siciliano. Ex compagni di squadra, dirigenti, allenatori e tifosi stanno ricordando Cannone attraverso fotografie, ricordi e testimonianze pubblicate sui social network. A emergere è soprattutto il profilo umano di un ragazzo descritto da tutti come disponibile, educato e profondamente legato alla famiglia.
La tragedia riaccende ancora una volta l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro. Dietro i numeri e le statistiche restano storie spezzate troppo presto, famiglie distrutte e comunità intere che si ritrovano improvvisamente a fare i conti con il dolore. Francesco Cannone era un giovane lavoratore e un calciatore ancora in attività, con una vita davanti e una passione che continuava ad accompagnarlo ogni domenica sui campi della Sicilia.







