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Messina. Donazioni a Scn, il segretario provinciale del Pd: “Non bastano gli elenchi, serve chiarezza”

Nel dibattito pre-elettorale cresce la richiesta di trasparenza sui finanziamenti e sui possibili intrecci con la gestione delle risorse pubbliche

MESSINA – La questione della trasparenza nei finanziamenti alla politica torna al centro del dibattito cittadino, alimentando un confronto che si intreccia con il clima pre-elettorale e con l’assetto, sempre più peculiare, del panorama politico locale. Ad intervenire è il segretario provinciale del Partito Democratico, Armando Hyerace, che punta l’attenzione sulle modalità di pubblicazione delle donazioni ricevute da Sud Chiama Nord, sollevando interrogativi che vanno oltre la mera legittimità formale. “Non basta pubblicare un elenco. La trasparenza non si misura dal numero dei nomi resi pubblici, ma dalla loro reale leggibilità”, afferma Hyerace, chiarendo sin da subito il perimetro della sua critica. Il tema, infatti, non riguarda l’ammissibilità delle donazioni, riconosciuta come principio legittimo in un sistema democratico, bensì la loro effettiva comprensibilità e verificabilità da parte dei cittadini. “Dire che la democrazia costa è corretto, ma non basta – evidenzia – perché il punto non è la legittimità delle donazioni, ma se siano
davvero trasparenti agli occhi dell’opinione pubblica”.

In questa prospettiva, un semplice elenco di nomi e cognomi, privo di ulteriori indicazioni, rischia di risultare uno strumento informativo parziale. Nel dettaglio, Hyerace richiama la necessità di fornire elementi aggiuntivi che possano chiarire il profilo dei finanziatori. Tra questi, la presenza negli ultimi quattro anni di professionisti o consulenti che abbiano intrattenuto rapporti con pubbliche amministrazioni locali, oppure di imprese beneficiarie di affidamenti, anche diretti. Non solo, il riferimento si estende anche all’eventuale esistenza di legami familiari o societari con soggetti che abbiano ottenuto incarichi o commesse pubbliche. È su questo crinale che, secondo il segretario provinciale del Pd, si apre una questione eminentemente politica: “Un tema che a Messina, oggi, diventa ancora più pressante davanti ad una pletora di candidati che, tra Comune e quartiere, dovrebbe arrivare a sfiorare quota 1000. E soprattutto perché a proporli non è una coalizione di partiti, ma un solo partito/movimento di stampo
essenzialmente locale. In questo contesto – osserva – i messinesi hanno ancora più diritto di sapere se esiste, oppure no, un intreccio tra finanziamento politico e gestione delle risorse pubbliche”. Un passaggio che richiama il principio della trasparenza sostanziale, intesa non solo come pubblicazione dei dati, ma come loro reale capacità di rendere intellegibili eventuali connessioni tra politica, economia e amministrazione.

Non meno rilevante, nel ragionamento di Hyerace è il tema dei contributi indirizzati a centri studi o strutture parallele. Realtà che, pur operando in ambiti contigui a quello politico, non sempre sono soggette agli stessi obblighi di pubblicazione previsti per i partiti: “Anche qui – sottolinea – la legittimità formale non esaurisce il tema della trasparenza”, lasciando intendere la necessità di un quadro normativo e informativo più stringente.

Da ciò nasce la la richiesta conclusiva, formulata in termini diretti: “Tra chi finanzia Sud Chiama Nord o realtà ad essa collegate, c’è qualcuno che direttamente o indirettamente ha ricevuto o riceve incarichi professionali o affidamenti pubblici? Su questo serve una risposta chiara. Non un semplice elenco”. Un interrogativo che, nel pieno della fase preparatoria alle elezioni, si inserisce in un confronto destinato a segnare il dibattito politico messinese nelle prossime settimane, tra richieste di chiarezza e rivendicazioni di correttezza formale.