CECINA – Il mondo del calcio perde uno dei suoi protagonisti più amati. È morto nella notte Igor Protti, storico attaccante che aveva compiuto 58 anni e che da oltre un anno stava combattendo una difficile battaglia contro un tumore al colon. La notizia della scomparsa è stata resa nota dalla famiglia attraverso i canali social ufficiali dell’ex calciatore, accompagnata da un messaggio che lo stesso Protti aveva voluto lasciare come ultimo saluto.
Parole semplici, profonde e cariche di gratitudine, che raccontano lo spirito con cui l’ex bomber ha affrontato anche l’ultima e più difficile partita della sua vita.
“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.
La famiglia ha inoltre comunicato che quanti desiderano rendergli omaggio potranno farlo a partire dalle 15 di oggi presso la stanza del commiato Frongillo, al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza.
Una carriera costruita con i gol e la passione
Nato a Rimini il 24 settembre 1967, Igor Protti è stato uno degli attaccanti più prolifici e apprezzati del calcio italiano tra gli anni Novanta e i primi Duemila. La sua storia sportiva è quella di un calciatore capace di conquistare il pubblico non soltanto per le reti segnate, ma soprattutto per il carattere, il sacrificio e l’attaccamento alle maglie indossate.
Dopo gli inizi nelle categorie inferiori, la sua carriera conobbe una svolta decisiva a Messina. In riva allo Stretto Protti esplose definitivamente, mettendo in mostra quelle qualità realizzative che lo avrebbero portato a diventare uno dei bomber più temuti del panorama nazionale. Le sue stagioni in giallorosso rappresentano ancora oggi un ricordo speciale per i tifosi peloritani, che ne hanno sempre conservato il ricordo con grande affetto.
Fu però il Bari a consacrarlo definitivamente nel calcio che conta. Con la maglia biancorossa contribuì alla promozione in Serie A e nella stagione 1995-1996 riuscì in un’impresa destinata a entrare nella storia del campionato italiano: vinse la classifica cannonieri della Serie A con 24 reti, nonostante la retrocessione della squadra pugliese. Un risultato eccezionale che testimonia il valore assoluto dell’attaccante romagnolo.
Da simbolo del Livorno a recordman del gol
Nel corso della sua carriera Protti vestì anche le maglie di Lazio e Napoli, ma fu soprattutto con il Livorno che costruì un legame destinato a diventare indissolubile. In Toscana trovò la sua seconda casa calcistica, diventando capitano, leader e autentica bandiera amaranto.
Guidò infatti il Livorno nella straordinaria scalata dalla Serie C alla Serie A, trascinando la squadra con i suoi gol e conquistando l’affetto di un’intera città. Ancora oggi viene considerato una delle figure più rappresentative della storia del club labronico. I numeri raccontano la grandezza della sua carriera: 246 reti complessive e un primato unico, quello di aver conquistato il titolo di capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C. Un percorso che pochi attaccanti nella storia del calcio italiano possono vantare.
La battaglia contro la malattia e l’ultimo gesto d’amore
Nel luglio del 2025 era stato lo stesso Protti a rendere pubblica la sua malattia. Con il coraggio che lo aveva sempre contraddistinto aveva scelto di condividere con tifosi e amici il difficile percorso delle cure. “È una partita durissima, so che si può vincere o perdere, ma ce la metterò tutta”, aveva scritto allora, ricevendo migliaia di messaggi di sostegno provenienti da tutto il mondo del calcio.
Negli ultimi mesi aveva continuato a raccontare la sua lotta con dignità e forza d’animo. Poche settimane fa aveva commosso l’Italia accompagnando la figlia Noemi all’altare nel giorno del suo matrimonio. Nonostante le sofferenze e le difficoltà della malattia, aveva voluto essere presente in uno dei momenti più importanti della vita della figlia, affidando agli sposi un messaggio pieno d’amore e speranza: “Che il mondo vi regali un mondo di serenità. Coltivate ogni giorno il vostro amore”.
Oggi il calcio italiano saluta un campione che ha saputo lasciare un segno profondo dentro e fuori dal campo. A restare non saranno soltanto i suoi 246 gol, ma soprattutto l’immagine di un uomo autentico, capace di affrontare ogni sfida con dignità, passione e umanità. Un patrimonio di valori che continuerà a vivere nel ricordo dei tifosi di Messina, Bari, Livorno e di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo.






