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Giulio Perrone a Radio Taobuk: “Il Mediterraneo resta il grande racconto dell’incontro tra culture”

L'editore riflette sul valore della fiducia, sul futuro del libro e sulla forza della letteratura nell'epoca dell'intelligenza artificiale

Tra gli ospiti della postazione di Radio Taobuk, allestita nell’Ex Chiesa di Sant’Agostino, la giornalista Irene Carmina ha incontrato Giulio Perrone, editore e fondatore dell’omonima casa editrice, protagonista al festival con il volume Mediterraneo, centesimo titolo della storica collana Passaggi di Dogana. Un traguardo importante per un progetto editoriale nato molti anni fa e cresciuto attraverso il racconto dei luoghi e delle identità culturali. “Questa collana ci ha dato grandi soddisfazioni – ha spiegato Perrone – e per il numero cento abbiamo voluto coinvolgere undici autori, tra cui Anna Giurickovic Dato e Tea Falco, chiedendo loro di offrire uno sguardo personale sul Mediterraneo”. Proprio il Mediterraneo è stato al centro della conversazione, luogo che per l’editore rappresenta ancora oggi uno dei più potenti e attuali temi della letteratura contemporanea: “È una realtà che appartiene alla nostra storia fin dai Greci. Per secoli è stato il cuore del mondo e oggi, anche per ciò che accade sul piano geopolitico e sociale è tornato ad essere centrale. Parla di migrazioni, di incontri tra popoli, di scambi culturali e della possibilità di creare relazioni”.

Secondo Perrone, il fascino narrativo del Mediterraneo risiede proprio nella sua capacità di contenere storie differenti e spesso contraddittorie: “Gli undici autori coinvolti nel progetto hanno scelto strade molto diverse tra loro per raccontarlo. Questo dimostra quanto il Mediterraneo continui a essere una fonte inesauribile di narrazioni”. Tra le opere che meglio raccontano questo universo culturale, l’editore ha citato anche il libro di Antonio Spadaro dedicato allo Stretto di Messina. “Lo Stretto è una parte piccola ma essenziale del Mediterraneo. È un luogo magico, attraversato da secoli di storia e di racconti, capace ancora oggi di evocare identità, appartenenza e dialogo”. Il confronto si è poi spostato sul tema della fiducia, filo conduttore del Taobuk 2026. Perrone ha sottolineato come il mondo editoriale si fondi proprio su un rapporto di fiducia reciproca. “Esiste un patto tra editore e autore, ma soprattutto tra editore e lettore. È qualcosa che si costruisce nel tempo e che si consolida quando il lettore continua a credere in un progetto culturale e torna a cercarlo”.

Inevitabile anche una riflessione sull’intelligenza artificiale e sul futuro del libro. Per Perrone non bisogna avere paura delle nuove tecnologie, ma imparare a utilizzarle con consapevolezza. “L’intelligenza artificiale può essere uno strumento, ma ci sono aspetti che non potrà mai sostituire: la voce degli scrittori, la loro sensibilità, il loro modo unico di guardare il mondo. È questa pluralità di stili, esperienze e anime che rende la letteratura insostituibile”. Alla domanda su cosa cerchino oggi i lettori, l’editore ha offerto una riflessione significativa: “Credo che i lettori non cerchino risposte definitive. La buona letteratura non dà risposte, ma apre domande, scenari e possibilità. Quello che cercano è un dialogo, uno sguardo capace di accompagnarli nella complessità del presente”.