Dalla postazione di Radio Taormima, speciale Radio Taobuk, allestita nell’Ex Chiesa di Sant’Agostino e diventata durante il festival uno spazio privilegiato di incontro con i protagonisti della cultura internazionale, la giornalista Irene Carmina ha intervistato Antonella Ferrara, presidente e direttrice artistica del Taobuk – Taormina International Book Festival, all’indomani del grande Gala andato in scena al Teatro Antico. Un dialogo carico di emozione, attraverso il quale, Ferrara ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi di una serata che ha riunito sullo stesso palco alcune delle più importanti personalità della letteratura, dell’arte, del cinema e della musica mondiale.
Tra i ricordi più intensi, la direttrice artistica ha raccontato l’emozione di aver condiviso gli istanti che hanno preceduto l’ingresso in scena di Haruki Murakami, tra gli ospiti più attesi della manifestazione e insignito del Taobuk Award for Literary Excellence: “Ho avuto un privilegio rarissimo – ha spiegato – quello di ascoltare la voce di Murakami, seduto accanto a me prima di entrare in teatro e accompagnarlo verso il palco. Mi ha colpito la sua straordinaria semplicità, la sua timidezza e il suo stupore davanti alla magnificenza del Teatro Antico e ai migliaia di spettatori presenti”.
Ma se Murakami rappresenta uno dei fotogrammi più emozionanti della serata, Antonella Ferrara conserva un’altra immagine che racchiude l’essenza stessa del Gala. Quella di un teatro trasformato in un luogo di incontro tra culture, storie e geografie diverse: “Ho davvero percepito la sensazione che il mondo fosse a Taormina -ha raccontato – dal Giappone di Murakami alla Zanzibar di Abdulrazak Gurnah, passando per la Gran Bretagna di Jonathan Coe, la poesia di Adonis, la sensibilità di Dacia Maraini, il talento di Valeria Bruni Tedeschi. Era come attraversare continenti e culture diverse restando sempre nello stesso luogo”. Un viaggio collettivo attraverso le parole e le storie dei premiati, l’esperienza descritta dalla direttrice, capace di trasportare il pubblico oltre i confini geografici e culturali: “Ascoltando gli interventi degli ospiti sembrava di compiere un giro del mondo. Per qualche istante uscivamo idealmente da quel teatro per ritornarvi subito dopo, arricchiti da nuovi sguardi e nuove prospettive”.
Nel corso dell’intervista è emerso anche il profondo significato del tema scelto per questa sedicesima edizione del festival, la Fiducia, che ha attraversato incontri, dialoghi e premiati. Una fiducia intesa come apertura all’altro, disponibilità all’ascolto e capacità di costruire ponti tra mondi apparentemente lontani. Ripensando all’edizione 2026, Antonella Ferrara ha parlato di una magia difficile da spiegare ma chiaramente percepibile da chiunque fosse presente: “Ogni anno Taobuk riesce a creare qualcosa di speciale – ha concluso – ma questa volta ho avuto davvero la sensazione che tutti quei mondi diversi si fossero incontrati a Taormina. È stata un’emozione straordinaria che porterò sempre con me”.





