MESSINA – La decarbonizzazione del trasporto marittimo passa anche dallo Stretto di Messina, chiamato a ritagliarsi un ruolo strategico nella costruzione dei futuri corridoi verdi dell’area Adriatico-Ionica. Elettrificazione delle banchine, combustibili alternativi, fonti rinnovabili e nuove tecnologie per il monitoraggio delle emissioni sono stati al centro dell’Info Day “Dallo studio di pre-fattibilità alla Strategia per i corridoi marittimi verdi nella regione Adrion”, promosso dall’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto nell’ambito del progetto europeo Greenroutes. L’iniziativa, ospitata nell’aula magna dell’IIS Verona Trento, ha inoltre segnato l’avvio di una collaborazione strutturata tra l’AdSP e l’ordine degli ingegneri della provincia di Messina.
Greenroutes, acronimo di “Green Corridors for Carbon-Neutral Cruise and Ferry Shipping in the Adrion Region”, è finanziato attraverso il programma Interreg Ipa Adrion 2021-2027 e punta alla definizione di una strategia condivisa per accompagnare la transizione del trasporto marittimo passeggeri dai combustibili fossili verso carburanti alternativi e tecnologie a basse o zero emissioni. Al progetto partecipano nove organizzazioni di Montenegro, Italia, Croazia, Grecia, Albania e Bosnia-Erzegovina.
L’appuntamento messinese ha riunito i principali attori del sistema portuale e marittimo dello Stretto, proseguendo il percorso di confronto avviato nel mese di giugno. Presenti rappresentanti della Capitaneria di porto, del Comitato di Gestione e dell’Organismo di partenariato, agenti marittimi, Università di Messina e compagnie di navigazione, tra cui Caronte & Tourist, Blujet, Bluferries, Rfi e Meridiano Lines.
Ad aprire i lavori, moderati dalla coordinatrice dell’area istituzionale dell’AdSP Maria Cristiana Laurà, è stato il presidente dell’autorità di sistema portuale dello Stretto Francesco Rizzo. Nel suo intervento Rizzo ha evidenziato la necessità di costruire un programma di decarbonizzazione capace di coniugare sostenibilità ambientale ed efficienza del sistema portuale. Un percorso che richiede il coinvolgimento di competenze tecniche differenti e che trova nella collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri un ulteriore strumento per mettere in relazione il mondo delle professioni con la gestione e lo sviluppo delle infrastrutture marittime. Sulla valenza strategica del progetto si è soffermata anche la presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Messina Marilena Maccora, sottolineando la necessità di progettare già oggi le soluzioni necessarie ad affrontare le sfide future, soprattutto in un territorio come quello dello Stretto, nel quale il mare e i collegamenti marittimi costituiscono elementi strutturali dello sviluppo economico e infrastrutturale. Le analisi tecniche dovranno rappresentare una base per la futura strategia transnazionale dedicata ai corridoi marittimi verdi.
Il cuore tecnico dell’incontro ha riguardato proprio la trasformazione dei porti e delle modalità di alimentazione delle navi. Il consulente scientifico dell’AdSP Francis M.M. Cirianni ha illustrato la strategia per lo sviluppo dei Green Maritime Corridors nella regione Adriatico-Ionica. Il progetto prevede, oltre alla definizione di una strategia comune, la realizzazione di una piattaforma digitale per il monitoraggio delle emissioni e la costruzione di una rete di cooperazione transnazionale tra porti, compagnie di navigazione e istituzioni. Un ruolo centrale è attribuito al cold ironing, il sistema che consente alle navi ormeggiate di collegarsi alla rete elettrica terrestre e spegnere i motori di bordo durante la permanenza in porto. La tecnologia permette così di ridurre le emissioni atmosferiche e acustiche prodotte dalle unità navali in sosta, con ricadute particolarmente significative nei porti inseriti all’interno dei tessuti urbani.
Il direttore dell’Area tecnica dell’Adsp Massimiliano Maccarrone, ha illustrato il percorso intrapreso dall’ente attraverso il Documento di Pianificazione Energetica e Ambientale del Sistema Portuale, che analizza consumi energetici ed emissioni generate dalle attività portuali e dai flussi navali, stradali e ferroviari, individuando gli ambiti prioritari sui quali intervenire. La strategia comprende anche la diffusione dei combustibili alternativi, la mobilità elettrica nelle aree portuali, l’efficientamento degli edifici e delle infrastrutture e un maggiore ricorso alle fonti rinnovabili. Tra gli interventi programmati figurano impianti fotovoltaici, la sperimentazione di tecnologie per produrre energia sfruttando le correnti marine dello Stretto, il rinnovo dell’illuminazione attraverso sistemi ad alta efficienza e l’impiego di strumenti digitali e di intelligenza artificiale per monitorare e ottimizzare i flussi portuali. L’obiettivo è progressivamente trasformare gli scali dello Stretto in infrastrutture più sostenibili e tecnologicamente avanzate, riducendone al tempo stesso l’impatto sui territori circostanti.
In questa cornice si inserisce “Stretto Green”, progetto illustrato dal coordinatore dell’area tecnica dell’AdSP Giuseppe Mobilia. L’intervento prevede l’elettrificazione delle banchine dei porti di Messina, Reggio Calabria e Milazzo attraverso sistemi On Shore Power Supply, con un investimento complessivo superiore ai 23 milioni di euro. Il progetto, avviato nel 2021 e attualmente in fase di realizzazione, consentirà alle navi in sosta di alimentarsi dalla rete terrestre, contribuendo alla riduzione delle emissioni, del rumore e dell’impatto ambientale nelle aree portuali. L’elettrificazione delle banchine rappresenta dunque uno dei passaggi fondamentali della strategia che punta a inserire i porti dello Stretto all’interno della futura rete dei corridoi marittimi verdi Adrion. Un processo che non riguarda soltanto l’adeguamento delle infrastrutture, ma richiede una pianificazione coordinata tra istituzioni, operatori economici, compagnie di navigazione, università e professionisti.
Proprio dall’Info Day è arrivata la decisione di avviare un percorso di iniziative congiunte tra l’Autorità di Sistema Portuale e l’Ordine degli Ingegneri di Messina. L’obiettivo più ampio di Greeenroutes resta la definizione di una roadmap transnazionale per accompagnare il passaggio dai combustibili fossili ai carburanti marini alternativi, affiancata da una piattaforma per il calcolo delle emissioni di CO2 e della carbon footprint per passeggero e da una rete stabile di cooperazione tra gli stakeholder dell’area Adriatico-Ionica. Una strategia nella quale Messina punta a diventare un nodo di riferimento per la sostenibilità marittima dell’intera regione ADRION, facendo dello Stretto non soltanto uno dei principali crocevia della mobilità nel Mediterraneo, ma anche un laboratorio per la transizione energetica dei porti e del trasporto navale.






