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Taormina, De Luca rilancia: nuove assunzioni e conti in attivo, “Così abbiamo risanato il Comune”

Dieci agenti di polizia municipale, tre tecnici all’ufficio comunale e avanzamenti di carriera. Il sindaco rivendica il risanamento dopo il dissesto e chiude il 2025 con oltre 40 milioni in cassa

TAORMINA – Nuove assunzioni, avanzamenti di carriera e un bilancio che, secondo il sindaco, segna il definitivo superamento della stagione del dissesto. Cateno De Luca rivendica un’altra “giornata di intenso lavoro” per il Comune di Taormina, annunciando provvedimenti che puntano a rafforzare la macchina amministrativa e a consolidare il percorso di risanamento finanziario avviato negli ultimi due anni.

Nel corso dell’ultima seduta sono state deliberate dieci assunzioni per la polizia municipale, tre nuovi ingressi all’ufficio tecnico comunale e alcuni avanzamenti di carriera interni. Un pacchetto di misure che, nelle intenzioni dell’amministrazione, mira a potenziare settori strategici per la gestione del territorio e per la risposta ai cittadini, in una fase in cui Taormina punta a rafforzare la propria capacità organizzativa.

Il rafforzamento della macchina comunale

La polizia municipale rappresenta uno dei fronti più delicati per una città ad alta vocazione turistica, chiamata a garantire sicurezza, controllo del traffico e presidio del territorio soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. L’inserimento di dieci nuovi addetti risponde proprio all’esigenza di consolidare l’organico e rendere più efficace l’azione quotidiana.

Parallelamente, i tre nuovi dipendenti destinati all’ufficio tecnico vanno a rafforzare un comparto cruciale per la programmazione e la gestione delle opere pubbliche, delle manutenzioni e delle pratiche urbanistiche. Gli avanzamenti di carriera, infine, si inseriscono in un percorso di valorizzazione delle professionalità interne, con l’obiettivo dichiarato di rendere la struttura più efficiente e motivata.

Dal dissesto ai conti in attivo

De Luca lega queste scelte amministrative a un risultato che definisce storico: “In soli due anni ho preso il Comune di Taormina dissestato e l’ho trasformato in una struttura che ha chiuso il 2025 con oltre 40 milioni di euro in cassa”, afferma, rivendicando il percorso di risanamento finanziario.

Un dato che, nelle parole del sindaco, certifica il passaggio da una fase di emergenza a una stagione di stabilità, in cui l’ente può tornare a programmare e investire. “Io amo lavorare e produrre risultati”, aggiunge, sottolineando la centralità dell’azione amministrativa rispetto alle polemiche politiche.

Non manca, tuttavia, un affondo sul contesto regionale. De Luca parla di una terra che, sotto il profilo politico-amministrativo, sarebbe “come il deserto dei Tartari”, sostenendo che chi tenta di fare il proprio dovere rischia di diventare bersaglio di sistemi politico-mafiosi. Un passaggio che rilancia il tono battagliero del sindaco e inserisce l’esperienza taorminese in una visione più ampia di cambiamento.

“Ogni palazzo municipale che riusciremo a rilanciare diventerà un tassello importante del cambiamento della nostra amata Sicilia”, afferma, indicando nella riorganizzazione degli enti locali una leva strategica per il riscatto dell’Isola. E chiude con un richiamo identitario: “Prima o poi avremo la responsabilità di riscattare la nostra Sicilia terra d’amuri e di binnizza rara”.