il caso

Maxi pignoramento a Cicala, Russo attacca: “Questione etica e politica, ora serve chiarezza”

La candidata del centrosinistra punta il dito contro l’ex assessore ai tributi e chiama in causa anche l’ex sindaco Basile: “Incomprensibile non sapesse nulla. Non è tempo di applausi ma di responsabilità”

MESSINA – La vicenda del maxi pignoramento notificato all’ex assessore ai tributi Roberto Cicala irrompe con forza nel dibattito politico messinese, sollevando interrogativi che vanno oltre il piano amministrativo e toccano direttamente quello etico e istituzionale. A intervenire è Antonella Russo, candidata sindaca del centrosinistra, che affida a una nota una presa di posizione netta e senza sfumature. “Apprendiamo dalla stampa locale la notizia del maxi pignoramento presso terzi da parte dell’Agenzia della riscossione all’ex assessore Cicala e restiamo basiti dalle sconcertanti dichiarazioni dell’ex sindaco dimissionario Basile”, afferma, collocando subito la questione al centro della campagna elettorale.

Il nodo politico ed etico
Russo chiarisce che il punto non riguarda il giudizio sull’operato amministrativo di Cicala, ma la coerenza tra il ruolo ricoperto e la posizione personale. “Il tema oggi non è sindacare sul lavoro svolto al Comune – sottolinea – né è il momento degli applausi all’ex amministratore. Il nodo è che, se le ragioni creditorie dell’Erario fossero confermate, non sarebbero per nulla in linea con la figura di assessore-esattore intransigente che ha rappresentato fino ad oggi”. Un passaggio che introduce una riflessione più ampia sulla credibilità delle istituzioni e sull’esempio richiesto a chi ha responsabilità pubbliche, soprattutto in un settore delicato come quello della riscossione dei tributi.

Il rapporto fiduciario e il ruolo di Basile
Nel mirino della candidata finisce anche l’ex sindaco Federico Basile, chiamato in causa sul piano dei rapporti interni alla giunta. Russo evidenzia come “stranisca che, rispetto ai rapporti fiduciari tra sindaco e assessori, Basile non sapesse nulla di una esposizione debitoria così rilevante, emersa attraverso atti notificati propedeutici al pignoramento”. Una considerazione che apre interrogativi sulla gestione politica e sulla conoscenza delle situazioni personali dei componenti dell’esecutivo, pur senza entrare nel merito tecnico della vicenda, “che non commentiamo – precisa – non conoscendone i dettagli”.

Il tono si fa ancora più incisivo quando Russo si rivolge direttamente a Basile: “Questo non è il momento degli applausi – afferma – anche perché non si riferiscono certo all’assessore nella sua veste di contribuente. È il momento della riflessione, anzi del silenzio”. Un richiamo che si trasforma in una chiusura dal valore simbolico: “In certi momenti il silenzio è d’oro, e questo è uno di quei momenti”.

La vicenda, ancora tutta da chiarire nei suoi contorni tecnici e giuridici, si inserisce così in un clima politico già teso, con inevitabili ripercussioni sul confronto elettorale in corso.