Le dichiarazioni del sindaco Federico Basile e all’on. Cateno De Luca
MESSINA – Non una celebrazione della vittoria, ma una riflessione politica sul percorso che ha portato la città alle urne e sul significato del consenso espresso dai messinesi. Nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, Federico Basile e Cateno De Luca hanno ripercorso le tappe che hanno condotto alle elezioni amministrative del 2026, rivendicando una scelta che, all’epoca delle dimissioni del sindaco, appariva tutt’altro che scontata. Al centro dell’incontro con la stampa non soltanto i numeri usciti dalle urne, ma soprattutto la volontà di dimostrare che il risultato ottenuto rappresenta, secondo la coalizione di Sud chiama Nord, la conferma di un modello amministrativo costruito negli ultimi otto anni.
Il consenso come conferma di un percorso
Ad aprire l’analisi è stato il sindaco Federico Basile, che ha definito il risultato elettorale la naturale evoluzione di un processo politico e amministrativo iniziato nel 2018. Per il primo cittadino, la riconferma ottenuta alle urne non può essere letta come un episodio isolato né come un semplice successo elettorale, ma come la certificazione di un rapporto consolidato tra amministrazione e cittadini.
“Questo successo non è un fenomeno ma un modello di organizzazione amministrativa”, ha affermato Basile, spiegando come il voto abbia premiato un’azione politica che ha riportato Messina al centro del dibattito provinciale e regionale. Nel suo intervento il sindaco ha sottolineato il ruolo svolto da Cateno De Luca nel processo di cambiamento avviato negli ultimi anni e ha evidenziato come la città abbia saputo recuperare una centralità che per lungo tempo era andata perduta.
I numeri, secondo Basile, raccontano una crescita significativa del consenso. La coalizione ha raggiunto il 58,4% dei voti per il sindaco e il 57,16% per le liste collegate, migliorando sensibilmente il dato registrato nel 2022. Un incremento che si traduce in circa 20 mila voti in più rispetto alla precedente tornata elettorale e che il sindaco interpreta come il segnale di una partecipazione più ampia e di una maggiore identificazione degli elettori con il progetto amministrativo portato avanti negli ultimi anni.
La coalizione è risultata la più votata in tutte e sette le circoscrizioni cittadine, conquistando sei presidenze su sette e superando il 50% dei consensi in ciascun territorio. Ancora più eloquente il dato relativo alle sezioni elettorali, con Sud chiama Nord avanti in 248 sezioni su 253 e una crescita del gradimento registrata in 240 sezioni rispetto al 2022.
Le critiche sulle liste e il tema della rappresentanza
Tra gli argomenti affrontati anche le polemiche sorte durante la campagna elettorale sul numero delle liste che hanno sostenuto la coalizione. Basile ha respinto le critiche, ricordando come le quindici liste presentate non rappresentino un’anomalia rispetto alle precedenti competizioni amministrative.
Per il sindaco, la presenza di numerose liste non è stata il sintomo di una frammentazione politica, ma piuttosto l’espressione della volontà di tanti cittadini di partecipare direttamente alla vita pubblica. Una scelta che, a suo giudizio, ha favorito la rappresentanza e contribuito ad ampliare ulteriormente il consenso attorno al progetto amministrativo.
Nel suo intervento conclusivo, Basile ha inoltre ringraziato la macchina comunale, i dirigenti e il commissario che ha guidato Palazzo Zanca durante la fase elettorale, sostenendo che gli elettori abbiano premiato la continuità amministrativa e i risultati concreti ottenuti nel corso del mandato.
Il sondaggio segreto e la scommessa delle dimissioni
A dare una chiave di lettura più politica alla vicenda è stato Cateno De Luca, che ha scelto di rendere pubblico un sondaggio commissionato a SWG il 23 gennaio 2026 e rimasto finora riservato. Dati che, secondo il leader di Sud chiama Nord, smentiscono la tesi di chi ha sempre sostenuto che le dimissioni anticipate siano state una scelta priva di rischi.
La rilevazione attribuiva infatti alla coalizione di Basile un gradimento pari al 35%, mentre il 64% degli intervistati manifestava perplessità rispetto all’ipotesi di elezioni anticipate. Soltanto il 26% riteneva urgente tornare immediatamente alle urne. Un quadro che, nelle parole di De Luca, non offriva alcuna garanzia di riconferma e rendeva la scelta politicamente tutt’altro che agevole.
“Molti pensavano che i sondaggi ci garantissero una vittoria facile. Non era così”, ha spiegato De Luca, evidenziando come la decisione di interrompere anticipatamente la consiliatura sia stata presa per superare le difficoltà che si erano create all’interno del Consiglio comunale e per ottenere una maggioranza stabile in grado di sostenere l’azione amministrativa.
La sfida del futuro politico della città
Nel corso dell’incontro De Luca ha anche ricostruito l’evoluzione del consenso registrata durante la campagna elettorale. Se a gennaio la fiducia nei confronti di Basile si attestava al 49%, ad aprile sarebbe salita fino al 60%, contribuendo al raggiungimento del risultato finale del 58,40%.
Per il leader di Sud chiama Nord, il dato più significativo non è soltanto la vittoria elettorale ma la crescita complessiva registrata dal progetto politico dal 2018 a oggi. Da qui anche l’invito rivolto alle forze di opposizione ad avviare una riflessione sulle ragioni della sconfitta e sulle trasformazioni politiche che hanno interessato Messina negli ultimi anni.
Guardando oltre il risultato elettorale, De Luca ha infine rilanciato la prospettiva di una città capace di assumere un ruolo centrale nei nuovi equilibri politici e amministrativi del territorio. Un obiettivo che, secondo il leader di Sud chiama Nord, richiede una visione più ampia rispetto agli interessi di singoli quartieri o alle tradizionali contrapposizioni partitiche.
La conferenza si è conclusa con i ringraziamenti rivolti ai dirigenti comunali, allo staff politico-amministrativo e ai candidati impegnati nelle elezioni provinciali, con un riferimento particolare ai risultati ottenuti a Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto. Un passaggio finale che ha confermato la volontà della coalizione di leggere il consenso ottenuto non come un punto di arrivo, ma come la base da cui ripartire per la nuova stagione amministrativa.







