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SOCIETà

INTERVISTA Compie 100 anni il bambino che viveva in Topo Gigio, la storia di Peppino Mazzullo

L'attore messinese che per 45 anni ha dato voce al pupazzo più amato della televisione italiana racconta il suo straordinario viaggio tra teatro, Tv e spettacolo: "Topo Gigio è stato lo strumento che mi ha permesso di tirare fuori il divino che è dentro di me"

SANTO STEFANO DI BRIGA (MESSINA) – Un secolo di vita, una carriera che attraversa la storia dello spettacolo italiano e una voce che ancora oggi milioni di persone associano immediatamente a uno dei personaggi più amati della televisione. Peppino Mazzullo compie 100 anni e continua a custodire negli occhi quella stessa meraviglia che per quasi mezzo secolo ha dato anima a Topo Gigio.

Nella sua casa di Santo Stefano di Briga, il borgo collinare a Sud di Messina, dove è nato il 6 giugno 1926 e dove vive insieme alla moglie Annamaria Dematteis dopo il ritiro dalle scene, l’attore ripercorre una vita straordinaria fatta di teatro, radio, televisione, cinema e incontri con alcuni dei protagonisti più importanti della cultura italiana del Novecento.

Ma quando gli si chiede cosa abbia rappresentato davvero Topo Gigio nella sua esistenza, la risposta arriva senza esitazioni. “Per me – esordisce il Maestro Mazzullo – Topo Gigio è la gioia di vivere. È stato lo strumento che mi ha permesso di fare emergere la parte migliore di me stesso, quella più autentica e più vicina al divino”. Parole che spiegano forse meglio di qualsiasi curriculum il legame profondo tra l’artista e il personaggio che lo ha accompagnato per gran parte della sua vita.

Le radici messinesi e la scoperta del teatro

La storia di Peppino Mazzullo inizia in una Sicilia ancora lontana dai riflettori della televisione. Figlio di Domenico Mazzullo, vigile urbano conosciuto da tutti come “Minicu”, e di Antonina Busà, cresce in una famiglia numerosa insieme ai fratelli Giannina, Tanuzza, Tano e Mimì.

A trasmettergli la passione per il palcoscenico è soprattutto la madre. “Ho ereditato da lei – spiega – l’amore per l’arte drammatica. Era una donna che amava trasformarsi, truccarsi e interpretare personaggi durante le feste. In qualche modo è stata lei ad accendere quella scintilla”. Dopo il diploma all’Istituto industriale, il giovane Peppino trova impiego nei cantieri navali Rodriquez di Messina. Sembrerebbe l’inizio di una vita ordinaria, ma il teatro è già entrato nel suo destino.

Negli anni della guerra muove i primi passi in una compagnia amatoriale. Poi arriva la decisione che cambia tutto: trasferirsi a Milano e iscriversi alla Scuola del teatro drammatico. Lì incontra Renato Taldini e inizia il percorso professionale che lo porterà sui palcoscenici italiani e successivamente davanti ai microfoni della radio e alle telecamere della televisione.

Quel sogno che anticipò l’incontro con Topo Gigio

Tra i ricordi più vivi custoditi da Mazzullo ce n’è uno che ancora oggi racconta con stupore. Una notte sognò una strana creatura ai piedi del letto. “Avevo 2 anni. Mi svegliai e vidi una figurina che si muoveva. Cercai di gridare ma la voce non usciva. Dopo un po’ tornò e raccontai tutto a mia madre. Lei mi disse che quella visione avrebbe avuto un significato”.

Passano gli anni e quel significato si manifesta davvero. Quando entra nello studio di Maria Perego e vede per la prima volta il piccolo topo dalle grandi orecchie, prova una sensazione inattesa. “Ebbi un brivido. Era come se lo conoscessi già. Lo presi in mano e iniziai a parlargli. In quel momento nacque spontaneamente la voce di Topo Gigio”. Maria Perego e il marito Federico Caldura comprendono immediatamente di avere trovato la persona giusta. “Perego mi disse: ‘Peppino, non dimenticare questa voce perché un giorno sarà la fortuna di Topo Gigio’. Aveva ragione”.

Quarantacinque anni insieme

Da quel momento inizia un’avventura destinata a durare dal 1959 al 2004. Per quarantacinque anni la voce di Topo Gigio è quella di Peppino Mazzullo. Un sodalizio artistico che attraversa generazioni e accompagna la crescita della televisione italiana. Il pupazzo conquista il pubblico con la sua ingenuità, la sua dolcezza e quell’aria perennemente stupita che lo rende diverso da qualsiasi altro personaggio. Dietro quel successo c’è però un lavoro creativo molto più importante di quanto molti immaginino.

“Non mi limitavo a prestare la voce. Topo Gigio lo sentivo dentro di me. Nessuno mi scriveva i dialoghi. I testi, le battute e gran parte delle situazioni nascevano spontaneamente”. Anche una delle canzoni più celebri legate al personaggio, “Strapazzami di coccole”, porta la sua firma. “Il testo l’ho scritto io. La musica fu composta da Franco Bracardi e arrangiata da Gianni Boncompagni”.

Il successo oltre l’oceano

La popolarità di Topo Gigio supera rapidamente i confini italiani. Negli Stati Uniti il pupazzo approda all’Ed Sullivan Show, uno dei programmi più seguiti della televisione americana. Per un personaggio nato in Italia si tratta di un traguardo eccezionale. “Avevamo preparato oltre 90 spettacoli. Fu un’esperienza straordinaria. In quel periodo Topo Gigio era probabilmente il personaggio italiano più conosciuto all’estero”. Un successo che porta Mazzullo a incontrare artisti, attori e personaggi di fama mondiale, contribuendo a trasformare il piccolo topo in una vera icona internazionale.

“Dentro ognuno di noi c’è qualcosa di puro”

Nonostante la fama, Mazzullo continua a guardare a Topo Gigio come a qualcosa che va oltre il semplice intrattenimento. Secondo lui il segreto della sua longevità è legato alla capacità di parlare direttamente all’animo delle persone. “Il suo spirito è l’anima. In ognuno di noi esiste qualcosa di puro e innocente. Topo Gigio riusciva a raggiungere quella parte”. Una riflessione che nel tempo si è intrecciata anche con il suo percorso spirituale.

“È stato lo strumento attraverso il quale ho scoperto una dimensione più profonda della vita. Mi ha insegnato il valore del dare agli altri”. Per questo motivo, quando gli chiedono cosa rappresenti il più grande insegnamento ricevuto dal personaggio, la risposta non riguarda il successo. “Il vero trionfo non è diventare famosi. È imparare ad amare e a donare qualcosa agli altri”.

I ricordi di una televisione che non c’è più

Sfogliando fotografie e ritagli di giornale riaffiorano volti che hanno segnato la storia dello spettacolo italiano. Tra questi c’è Raffaella Carrà. “Era una cara amica. Ci confidavamo tutto. Ho sempre avuto una grande stima per lei e per la sua umanità”. Poi Enzo Tortora, Giovanni Mosca, Franco Bracardi, Gianni Boncompagni, Mago Zurlì e tanti altri protagonisti di una stagione irripetibile della televisione. Un mondo che oggi appare lontano ma che continua a vivere nei ricordi di chi ne è stato protagonista.

Il segreto dei cento anni

Arrivato a cento anni, Peppino Mazzullo non sembra avere dubbi su ciò che conta davvero. Quando gli viene chiesto quale consiglio darebbe ai giovani, torna ancora una volta al tema che ha accompagnato tutta la sua esistenza. “Bisogna riuscire a mantenere vivo il fanciullino che abbiamo dentro. È lui che ci permette di ascoltare la parte migliore di noi stessi”.

Forse è proprio questo il segreto che gli ha consentito di attraversare un secolo senza perdere il sorriso. E forse è anche il motivo per cui Topo Gigio continua ancora oggi a parlare a bambini, genitori e nonni. Perché dietro quel pupazzo non c’era soltanto una voce. C’era un uomo che non ha mai smesso di credere nella forza della meraviglia.