TAORMINA – Il futuro dei dipendenti comunali, le incognite legate al trasferimento del personale alle società partecipate e la necessità di garanzie precise sulla continuità occupazionale. Sono i temi al centro della vertenza sindacale che sta interessando il Comune di Taormina e che porterà allo sciopero del 9 novembre. A fare il punto della situazione, ai microfoni di Radio Taormina Tv, è Livio Andronico, segretario generale della Uil Funzione Pubblica di Messina, tra le organizzazioni che, insieme a Fp Cgil, Csa e Ugl, hanno proclamato la mobilitazione.
Una protesta che nasce da settimane di tensioni e richieste di confronto con l’amministrazione comunale, sullo sfondo di un progetto di riorganizzazione dei servizi che potrebbe modificare profondamente la posizione lavorativa di parte del personale. I sindacati non contestano il principio della riorganizzazione, ma chiedono che ogni trasferimento sia accompagnato da tutele concrete, formalizzate attraverso accordi scritti.
Trasferimenti alle partecipate, il futuro dei dipendenti al centro della vertenza
La questione riguarda il passaggio di lavoratori attualmente alle dipendenze del Comune verso società e organismi partecipati. Un cambiamento che, secondo le organizzazioni sindacali, non può essere considerato una semplice operazione amministrativa, perché potrebbe incidere sul regime contrattuale, sulle prospettive professionali e sulle garanzie occupazionali dei dipendenti interessati. La Uil Funzione Pubblica, insieme alle altre sigle sindacali, chiede il mantenimento dei diritti giuridici, economici e previdenziali acquisiti, la salvaguardia dei livelli occupazionali e la continuità del rapporto di lavoro. Un punto particolarmente delicato riguarda la possibilità di tornare alle dipendenze del Comune qualora le società partecipate dovessero attraversare difficoltà economiche, organizzative o occupazionali. La richiesta è che questa eventualità venga disciplinata preventivamente attraverso clausole specifiche, compatibili con la normativa vigente e con le disponibilità della dotazione organica comunale.
Il chiarimento dell’Ispettorato del Lavoro e il rischio di non poter tornare al Comune
A rendere ancora più complessa la vicenda è intervenuto il riscontro dell’Ispettorato territoriale del Lavoro, sollecitato dalla Uil Funzione Pubblica. Secondo quanto riportato nella comunicazione sindacale, l’Ispettorato ha chiarito che, in caso di crisi aziendale o eccedenze di personale nelle società partecipate, i lavoratori trasferiti sarebbero soggetti agli ammortizzatori sociali e alle procedure di mobilità previste per il settore privato.
Non sarebbe invece garantito automaticamente il riassorbimento nell’organico comunale, in assenza di esplicite clausole originarie di rientro. Un elemento che i sindacati considerano fondamentale per comprendere le possibili conseguenze della riorganizzazione. Le rassicurazioni fornite dall’amministrazione, secondo le organizzazioni dei lavoratori, non sarebbero sufficienti a escludere il rischio che un dipendente trasferito possa ritrovarsi, in futuro, senza la possibilità di tornare al proprio ente di provenienza. Per questo viene chiesto un accordo scritto che definisca con precisione le condizioni dei trasferimenti e le garanzie applicabili anche in presenza di eventuali crisi delle società partecipate.
L’assemblea del 26 ottobre e le preoccupazioni del personale
La tensione è emersa anche durante l’assemblea sindacale del 26 ottobre, quando numerosi dipendenti hanno manifestato timori per il proprio futuro lavorativo. Secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, l’incertezza avrebbe provocato situazioni di disagio, in alcuni casi anche sotto il profilo psicofisico.
Il problema, evidenziano i rappresentanti dei lavoratori, non riguarda soltanto il mantenimento delle condizioni economiche, ma investe la stabilità professionale e personale di dipendenti che hanno prestato servizio per anni all’interno dell’amministrazione comunale. La richiesta è quella di affrontare la riorganizzazione attraverso un confronto effettivo, che consenta di conoscere preventivamente le conseguenze delle decisioni e di individuare strumenti di tutela adeguati.
La mancata conciliazione in Prefettura e lo sciopero del 9 novembre
La vertenza aveva già conosciuto un passaggio formale il 6 ottobre, quando Uil Funzione Pubblica, Fp Cgil, Csa e Ugl avevano proclamato lo stato di agitazione, chiedendo alla Prefettura di Messina l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione del conflitto. Nella comunicazione sindacale del 28 ottobre veniva denunciata la mancata convocazione per il tentativo di conciliazione, nonostante la richiesta avanzata dalle organizzazioni dei lavoratori.
Il permanere delle criticità e l’assenza di risposte ritenute adeguate hanno quindi portato alla proclamazione della giornata di sciopero, fissata per il 9 novembre. L’astensione interesserà il personale del comparto Funzioni Locali, nel rispetto delle disposizioni previste dalla legge 146 del 1990 e delle norme contrattuali relative ai servizi pubblici essenziali. Il Comune dovrà assicurare le prestazioni indispensabili e informare preventivamente i cittadini sulle eventuali conseguenze della mobilitazione per il funzionamento degli uffici.
Andronico a Radio Taormina Tv: la richiesta di garanzie concrete
Nel confronto con Radio Taormina Tv, Livio Andronico porta all’attenzione il tema delle garanzie occupazionali e della necessità di tutelare i lavoratori prima di procedere a qualsiasi trasferimento. La posizione espressa dalla Uil Funzione Pubblica nella vertenza è quella di non ostacolare una riorganizzazione dei servizi comunali, purché venga assicurato il rispetto dei diritti maturati dai dipendenti e siano individuate soluzioni capaci di proteggerli anche da eventuali difficoltà future delle società partecipate.
La questione centrale resta quella delle clausole di salvaguardia e di rientro, considerate indispensabili per evitare che il cambiamento del datore di lavoro possa determinare conseguenze irreversibili sul piano occupazionale. Un confronto che coinvolge direttamente l’amministrazione comunale e che richiede, secondo i sindacati, impegni precisi, verificabili e formalizzati.
Le prospettive della vertenza e il confronto con l’amministrazione
La proclamazione dello sciopero non chiude la possibilità di un’intesa. Le quattro organizzazioni sindacali hanno ribadito la disponibilità a confrontarsi con l’amministrazione per individuare soluzioni condivise. La richiesta è che ogni decisione sulla gestione dei servizi e sul trasferimento del personale venga accompagnata da un quadro di garanzie certe, capace di conciliare le esigenze organizzative dell’ente con la tutela dei dipendenti.
A sottoscrivere la vertenza sono i segretari territoriali Livio Andronico per la Uil Funzione Pubblica, Antonio Trino per la Fp Cgil, Piero Fotia per il Csa e Giovanni Panebianco per la Ugl. I sindacati si riservano ulteriori iniziative qualora le criticità denunciate non dovessero trovare soluzione. La mobilitazione del 9 novembre rappresenta così un passaggio importante di una controversia che riguarda il futuro del personale comunale e, più in generale, le modalità attraverso le quali l’amministrazione intende riorganizzare la gestione dei servizi pubblici. Una vicenda che pone al centro una questione fondamentale: come rendere più efficiente la macchina amministrativa senza compromettere la stabilità occupazionale e i diritti di chi vi lavora.





