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Can Yaman a Taormina: “Studiate, preparatevi e poi inseguite i vostri sogni”. L’attore racconta Sandokan e la sua svolta professionale

Dal diritto alla recitazione, il protagonista della nuova serie evento si racconta: "Essere preparati è un superpotere. Sandokan mi ha insegnato a non smettere mai di sorridere anche nelle battaglie della vita"

TAORMINA – Acclamato da centinaia di fan e accolto da un entusiasmo travolgente, Can Yaman è tra i protagonisti più attesi della 72ª edizione del Taormina Film Fest. Ha raccontato il suo percorso personale e professionale, soffermandosi sul lungo lavoro che lo ha portato a interpretare Sandokan, la serie evento presentata proprio nella città del Centauro con l’anteprima delle prime due puntate.

Tra applausi, curiosità e domande provenienti anche dalla giuria dei giovani del festival, Yaman ha ripercorso le tappe della sua carriera, svelando aspetti meno conosciuti della sua vita e lanciando un messaggio chiaro alle nuove generazioni: investire nella formazione è la chiave per costruire il proprio futuro.

Dalla giurisprudenza al set: quando ha capito che la sua strada era un’altra

Non tutti sanno che prima di diventare uno degli attori più popolari del panorama internazionale, Can Yaman si è laureato in giurisprudenza. Un percorso intrapreso con convinzione e sostenuto soprattutto dalla madre, che ha sempre attribuito grande valore allo studio e alla formazione. L’attore ha spiegato come la passione per la lettura e per lo studio abbia accompagnato tutta la sua adolescenza e gli anni universitari. A cambiare la prospettiva, però, è stato il confronto con il mondo del lavoro.

“Mi piaceva molto la teoria – evidenzia – mi piaceva studiare, ma quando ho iniziato a lavorare mi sono reso conto che la pratica era diversa da quello che immaginavo. Mi sentivo pieno di energia e non riuscivo a vedermi seduto dietro una scrivania. Ho capito che avevo bisogno di un ambiente più adatto al mio carattere”.

Non una questione di capacità o preparazione, ma di inclinazione personale. Yaman ha raccontato di aver compreso che la professione legale non corrispondeva alla sua natura e di aver deciso, quindi, di cercare una strada diversa. Una scelta che oggi non rinnega affatto, tanto che presto interpreterà proprio un avvocato in una nuova produzione televisiva, della quale però non ha ancora potuto svelare il titolo per ragioni contrattuali.

Il consiglio ai giovani: “Prima costruite le basi”

L’intervento più applaudito è arrivato quando l’attore si è rivolto direttamente ai giovani presenti in sala. Yaman ha ricordato come la madre lo abbia spinto fin da bambino a studiare le lingue straniere e a costruire solide competenze. Prima la scuola americana, poi il liceo italiano scientifico di Istanbul e infine gli studi universitari in giurisprudenza.

Il suo sogno iniziale era diventare un avvocato internazionale specializzato nel diritto marittimo e nella contrattualistica. Solo dopo aver completato quel percorso ha deciso di seguire altre passioni. “Prima fate quello che dovete fare, studiate, preparatevi bene e poi scegliete ciò che volete diventare. Quando avete una preparazione solida potete ricominciare da zero ovunque”. Per Can Yaman proprio questa capacità rappresenta il vero “superpotere”: sentirsi pronto ad affrontare nuove sfide, nuovi Paesi e nuove professioni senza paura di ricominciare.

Quattro lingue e una carriera internazionale

Nel corso dell’incontro si è parlato anche della sua straordinaria capacità linguistica. L’attore ha precisato di parlare fluentemente turco, italiano, inglese e spagnolo. Nel tempo ha studiato anche francese, tedesco e russo, lingue che però non utilizza più abitualmente. Lo spagnolo, invece, è tornato centrale grazie a un recente progetto professionale girato in Spagna. Una competenza che gli ha consentito di ampliare continuamente il proprio raggio d’azione e di lavorare in contesti internazionali diversi.

Il sacrificio dietro Sandokan

Grande curiosità ha suscitato il racconto della preparazione per Sandokan, progetto atteso per anni e diventato quasi un’ossessione professionale. Yaman ha spiegato che il personaggio ha richiesto un impegno fisico e mentale particolarmente intenso. L’attesa per la realizzazione della serie è durata circa cinque anni e in tutto questo periodo ha dovuto mantenere costantemente la concentrazione sul ruolo.

“Non potevo mai mollare perché nella mia testa c’era sempre Sandokan. Ancora oggi, quando mi chiedono di cambiare look per altri progetti, penso sempre a lui”. Un lavoro radicale che ha comportato trasformazioni fisiche, allenamento e una preparazione psicologica profonda.

Il nuovo ruolo dell’avvocato impacciato

Se Sandokan rappresenta l’eroe per eccellenza, il prossimo personaggio che interpreterà sarà quasi il suo opposto. Yaman ha anticipato che vestirà i panni di un brillante avvocato, geniale nel suo lavoro ma incapace di gestire i rapporti sociali e sentimentali. Per costruire il personaggio ha raccontato di essersi ispirato ad alcuni aspetti della propria adolescenza.

“Da ragazzo ero molto studioso, quasi un secchione. Socializzavo poco. Per interpretare questo ruolo sto cercando di recuperare quella parte di me che avevo lasciato indietro”. Un lavoro di introspezione che dimostra quanto la preparazione dell’attore non riguardi soltanto l’aspetto fisico, ma anche la memoria emotiva e personale.

Il rischio di restare prigionieri di un personaggio

Tra i temi affrontati anche quello dell’identificazione tra attore e personaggio, una delle sfide più complesse per chi lavora nel mondo dello spettacolo. Secondo Yaman, quando un ruolo ottiene un grande successo il rischio di esserne associati per sempre è inevitabile. Tuttavia lui ha sempre scelto di mettersi in discussione. Dalle commedie romantiche che lo hanno reso celebre in Turchia ai progetti internazionali girati in altre lingue, fino ai ruoli storici e d’azione, l’attore ha preferito uscire continuamente dalla propria zona di comfort. “Ho voluto correre dei rischi, cambiare genere, cambiare Paese e cambiare lingua. Dopo Sandokan non volevo necessariamente interpretare un altro eroe. Mi interessa dimostrare la versatilità del mio lavoro”.

“Sandokan mi ha insegnato a sorridere”

Alla domanda su quanto si senta simile al celebre pirata della Malesia, Yaman ha risposto con grande umiltà: “Magari potessi assomigliare a Sandokan”. L’attore ha raccontato di aver scoperto, grazie al lavoro con i registi, una dimensione del personaggio molto più profonda rispetto all’immagine tradizionale dell’eroe avventuroso. Secondo la sua interpretazione, Sandokan è un uomo che cresce, evolve e sviluppa una spiritualità sempre più intensa. Un guerriero che affronta le sfide mantenendo serenità e fiducia.

“Anche quando combatte, Sandokan sorride. È una lezione importante. Tutti noi affrontiamo battaglie nella vita. Non dobbiamo dimenticarci di sorridere”. Un messaggio semplice ma potente, accolto con un lungo applauso dal pubblico del Taormina Film Fest e soprattutto dai tanti giovani presenti in sala, ai quali Can Yaman ha voluto consegnare una lezione che va oltre il successo e la notorietà: studiare, prepararsi e non avere paura di cambiare strada quando si scopre la propria vera vocazione.