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Furci celebra la Madonna del Rosario, 50 anni fa come oggi il devastante incendio della Cappella e della Statua processionale

Era il 3 ottobre 1976 quando le fiamme danneggiarono il gruppo statuario, la vara e la Cappella del Rosario. Mezzo secolo dopo, nello stesso giorno, il paese si prepara alla festa della Patrona e alla tradizionale processione

FURCI SICULO – Fede, memoria e tradizione si incontrano quest’anno in una ricorrenza dal significato particolare per Furci Siculo. Il paese celebra la Madonna del Rosario, Patrona della comunità, mentre proprio oggi, sabato 3 ottobre 2026, ricorrono cinquant’anni esatti da una delle pagine più drammatiche della sua storia religiosa. Era il 3 ottobre 1976 quando, nel cuore della notte, un devastante incendio colpì la chiesa, danneggiando il gruppo statuario processionale della Vergine, la vara e la Cappella del Rosario. Mezzo secolo dopo, la coincidenza del calendario riporta quella notte nella memoria collettiva proprio alla vigilia della festa. Oggi si conclude il Novenario iniziato il 25 settembre, accompagnato ogni mattina dal tradizionale Rosario dell’aurora itinerante lungo le vie del paese. Questa sera alle 18.45 saranno celebrati i Primi Vespri e alle 19 l’Eucaristia. Domani, domenica 4 ottobre, Furci vivrà la giornata principale dei festeggiamenti con le celebrazioni religiose e la processione del gruppo statuario.

Cinquant’anni fa come oggi, la notte dell’incendio

Erano circa le tre del mattino del 3 ottobre 1976 quando le fiamme si svilupparono nella chiesa. Era il giorno della festa patronale e Furci si preparava a rendere omaggio alla Madonna del Rosario. In pochi minuti quella che avrebbe dovuto essere una giornata di gioia si trasformò in una corsa contro il fuoco. L’incendio provocò pesanti danni alla Cappella del Rosario: gli stucchi si scrostarono e le volte furono annerite dal fumo. Vennero colpiti anche il gruppo statuario realizzato a Ortisei e la vara utilizzata per la processione, mentre il simulacro di santa Caterina rimase carbonizzato.

A dare l’allarme fu Francesco Trisini, commerciante che abitava nella strada adiacente alla chiesa. Si era alzato molto presto perché doveva raggiungere il mercato di Randazzo. Accortosi di quanto stava accadendo, contribuì anche a domare le fiamme. La festa, nonostante i danni e lo sgomento, non venne cancellata. Furci scelse di celebrare ugualmente la sua Patrona e i fedeli parteciparono ancora più numerosi. Quel 3 ottobre entrò così nella memoria del paese come una giornata di dolore, ma anche come una delle testimonianze più forti del legame della comunità con la Madonna del Rosario.

Le origini del culto risalgono al 1872

La devozione furcese affonda le proprie radici nell’Ottocento. Nel 1872 furono gli operai dell’Antica filanda a commissionare al pittore Minutoli un quadro raffigurante la Vergine, ancora oggi custodito in parrocchia. Alla fine dello stesso secolo venne realizzata, da autore ignoto, l’antica statua in legno massiccio che trovò posto nella chiesa Madre. Un capitolo fondamentale di questa storia è legato a padre Francesco Donsì, parroco che contribuì in maniera determinante a consolidare il culto mariano nella comunità. La Cappella del Rosario, voluta nel 1955, fu inaugurata nel 1960 dall’allora vescovo ausiliare mons. Carmelo Canzonieri.

L’antica statua, originariamente composta dalla Madonna e da san Domenico, era però molto pesante. Gli spostamenti necessari in occasione della processione rischiavano di comprometterne la conservazione e per questo, nel giugno del 1963, padre Donsì affidò a Luigi Santifaller di Ortisei la realizzazione di un nuovo gruppo statuario in legno più leggero. Nacque così il gruppo composto dalla Madonna, san Domenico e santa Caterina, destinato alle processioni. La spesa fu di 490 mila lire. Alla nuova opera venne affiancato il trono processionale, realizzato dalla stessa ditta e donato dal costruttore furcese Gaspare Ultimo, che viveva a Roma. Costò 637 mila lire, comprese le spese di imballaggio e trasporto, e arrivò a Furci alla vigilia della festa del 1963.

Domenica 4 ottobre la festa della Patrona

Domenica 4 ottobre il programma entrerà nel vivo sin dalle prime ore della giornata. La prima Eucaristia sarà celebrata alle 7.30, mentre una seconda Messa è prevista alle 11 e sarà presieduta dal parroco, Padre Massimo Briguglio. A mezzogiorno sarà recitata la Supplica alla Madonna del Rosario e alle 17.30 verrà celebrata un’altra Santa Messa. Alle 18.30 è prevista l’uscita del gruppo statuario per la tradizionale processione. La giornata si concluderà alle 22 con i giochi pirotecnici sul lungomare.

Il 7 ottobre la solennità liturgica

Le celebrazioni proseguiranno anche dopo la festa di domenica. Mercoledì 7 ottobre, giorno della solennità liturgica della Madonna del Rosario, alle 11.30 sarà recitato il Rosario e alle 12 la Supplica. Il programma riprenderà nel pomeriggio con il Rosario delle 18.30 e l’Eucaristia delle 19.

Mezzo secolo dopo, una memoria ancora viva

La festa del 2026 assume dunque un valore particolare. Cinquant’anni fa come oggi, il 3 ottobre 1976, Furci vide le fiamme entrare in uno dei luoghi simbolo della propria devozione. La comunità reagì scegliendo di non rinunciare alla festa e di stringersi ancora di più attorno alla Patrona. Oggi quella storia si intreccia nuovamente con il presente. Dal quadro commissionato dagli operai della filanda nel 1872 al gruppo statuario del 1963, dalla drammatica notte dell’incendio alla processione (con la statua reccentemente restaurata per volere del parroco, don Massimo Briguglio) che attraverserà nuovamente il paese, la Madonna del Rosario continua a rappresentare uno dei riferimenti religiosi e identitari più profondi di Furci Siculo.