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cultura & spettacoli

Arte e territorio nella Valle del Pagliara, Alessandra Bonoli ospite della residenza SMart

Un percorso tra arte, memoria e paesaggio con incontri, laboratori di ceramica con gli studenti e una nuova installazione contemporanea

PAGLIARA – Prosegue nel segno del dialogo tra arte contemporanea e territorio il progetto Smart – Residenza Artistica, iniziativa promossa dall’associazione di promozione sociale SMart nell’ambito del programma Pagliara Contemporanea, che chiude il primo triennio di attività accogliendo la scultrice faentina Alessandra Bonoli. Un percorso culturale che, dal 2024 al 2026, ha trasformato il piccolo centro della Valle del Pagliara in un laboratorio creativo aperto al confronto internazionale, capace di coniugare produzione artistica, partecipazione comunitaria e valorizzazione del patrimonio locale. Dopo le precedenti edizioni che hanno visto protagonisti il catanese Maurizio Pometti nel 2024 e l’artista giapponese Asako Hishiki nel 2025, la terza residenza ospiterà l’artista originaria di Faenza, Alessandra Bonoli, figura di riconosciuto rilievo nel panorama della scultura contemporanea con una lunga carriera espositiva internazionale ed un impegno ultratrentennale nell’insegnamento presso l’Istituto d’Arte della sua città natale. Il suo arrivo in Sicilia rappresenta un nuovo capitolo di questo progetto, fondato sull’incontro tra l’artista ed il contesto sociale e culturale che lo ospita.

Come da tradizione della residenza, l’esperienza si articolerà in più momenti, inaugurati da un incontro pubblico dedicato alla presentazione della ricerca dell’artista, seguito dalla realizzazione di un’opera site-specific concepita appositamente per il territorio e destinata a rimanere come testimonianza permanente del dialogo instaurato con la comunità, insieme ad attività collaterali di carattere laboratoriale e didattico. La scultrice risiederà negli spazi di SMart, in via Camillo Benso Conte di Cavour, nel centro storico di Pagliara, dove troverà la sua base operativa. Da qui avvierà un percorso di esplorazione del territorio, intrecciando relazioni con istituzioni, associazioni e cittadini per un’esperienza immersiva che si tradurrà in un viaggio tra storie, identità e paesaggi della Valle del Pagliara, destinato a diventare fonte di ispirazione per l’opera finale.

La ricerca artistica di Alessandra Bonoli si nutre di un intenso rapporto con l’archeologia e con le tracce delle civiltà antiche, maturato attraverso lunghi viaggi che l’hanno condotta in oltre sessanta Paesi. Tra rovine e architetture sacre, l’artista ha sviluppato una concezione della scultura come spazio da abitare e attraversare, non soltanto da osservare. Le sue opere si configurano come ambienti plastici che mettono in relazione l’uomo con la natura e con il cielo, inteso come simbolico punto di contatto tra dimensione umana e dimensione spirituale. Nella sua pratica trovano spazio materiali diversi, come la terracotta, il cemento colorato, il ferro ossidato e l’arenaria lavorati con un approccio fortemente fisico e materico. Le forme, essenziali ma mai minimaliste, nascono da archetipi geometrici elementari che rimandano alla tradizione dell’architettura sacra e alla dimensione simbolica della geometria. Centrale è anche il ruolo dell’acqua, elemento ricorrente nelle sue installazioni, capace di riflettere e custodire la memoria.

Il primo momento pubblico di incontro con l’artista è previsto sabato 14 marzo 2026 alle 16, presso il Centro polivalente Comunale di via Vallone Piazza a Pagliara. Un appuntamento, aperto alla cittadinanza, sarà dedicato alla lettura del portfolio di Bonoli e alla presentazione della sua ricerca, durante il quale interverranno il sindaco di Pagliara Sebastiano Gugliotta, il presidente di SMart David Savoca Macrì, che modererà l’incontro ed il direttore scientifico del progetto Matteo Galbiati, critico e curatore d’arte di fama nazionale. Nel corso della settimana successiva la residenza si aprirà anche al mondo della scuola con una serie di laboratori creativi realizzati in collaborazione con l’Istituto comprensivo “G. R. Livatino” di Roccalumera. Gli incontri, rivolti agli alunni delle scuole primarie di Pagliara e Mandanici, saranno dedicati all’arte ceramica e guideranno i bambini alla scoperta delle tecniche di lavorazione, cottura e colorazione dell’argilla. Il risultato di questa esperienza didattica sarà la realizzazione di piccole piastrelle in ceramica, ciascuna delle quali rappresenterà il desiderio di un bambino. Unite insieme, queste tessere formeranno un mosaico collettivo destinato a rimanere custodito nei plessi scolastici come memoria dell’esperienza condivisa e simbolo di un progetto che intreccia creatività individuale e dimensione comunitaria.

La conclusione del percorso o, come sottolineano i promotori, l’inizio di un dialogo duraturo sarà segnata dalla restituzione dell’opera site-specific, prevista per il 30 aprile 2026. L’installazione troverà collocazione nello storico Palazzo Calabrò di Pagliara, destinato progressivamente a diventare sede di una collezione permanente di arte contemporanea nata proprio grazie alle residenze artistiche promosse da SMart. Il progetto gode del patrocinio dei comuni di Pagliara e Mandanici e dell’assemblea regionale Siciliana, confermando il ruolo del territorio come laboratorio culturale capace di attrarre artisti e operatori dell’arte contemporanea. “Dagli incontri positivi che qui hanno il coraggio di avvenire”, osserva il direttore scientifico Matteo Galbiati, nasce una progettualità che trasforma l’arte in strumento di dialogo e crescita collettiva. SMart nasce infatti con l’obiettivo di favorire connessioni tra arte, cultura, spiritualità e paesaggio in un’area ricca di storia e suggestioni naturalistiche come la Valle del Pagliara, compresa tra Messina e Taormina. Un territorio segnato da testimonianze storiche significative dall’Antica Filanda di Roccalumera al monastero italo-greco dell’Annunciazione a Mandanici, fino alla chiesa di San Sebastiano a Pagliara e arricchito dalla presenza del Parco letterario Salvatore Quasimodo.

In questo contesto la residenza artistica diventa uno strumento di rigenerazione culturale, un’occasione per mettere in relazione artisti provenienti da contesti differenti con la memoria, il paesaggio e le comunità locali. L’opera finale, nata dall’esperienza di immersione nel territorio, non appartiene più soltanto all’artista ma diventa patrimonio condiviso, segno tangibile di un processo creativo che coinvolge l’intera collettività.