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INTERVISTA Messina. “il modello servizi sociali diventa caso di studio: risorse triplicate e rete di welfare più forte”

Dalla nascita di Messina Social City all’aumento dei fondi per le politiche sociali: durante la conferenza del martedì con l'ex assessora Alessandra Calafiore illustrati i risultati del sistema costruito negli ultimi anni e le prospettive future

MESSINA torna a riflettere sul proprio modello di welfare e sul percorso che negli ultimi anni ha ridisegnato il sistema dei servizi sociali cittadini. Il tema è stato al centro del consueto appuntamento del martedì con la stampa promosso da Federico Basile, che questa volta non si è svolto all’interno di Palazzo Zanca ma all’esterno, nella Galleria Vittorio Emanuele, proprio di fronte al municipio.

Una scelta non casuale, spiegata dallo stesso Basile all’inizio dell’incontro con i giornalisti. Dopo l’avvio ufficiale della campagna elettorale, infatti, si è preferito mantenere la consueta occasione di confronto con i cittadini ma spostandola fuori dalla sede istituzionale. “Dopo l’avvio ufficiale della campagna elettorale avvenuto ieri – ha spiegato Basile – abbiamo ritenuto opportuno svolgere l’incontro fuori dalla sede comunale, continuando comunque a raccontare ai cittadini il lavoro svolto in questi anni”.

L’occasione è servita per tracciare un bilancio di uno dei settori più delicati dell’azione amministrativa: le politiche sociali. Un ambito che, secondo quanto illustrato durante la conferenza, è stato profondamente trasformato a partire dal 2018 attraverso una riorganizzazione del sistema di servizi e un potenziamento della capacità progettuale.

Dalla frammentazione a un sistema unitario

Quando nel 2018 è iniziato il percorso amministrativo che ha portato alla riorganizzazione dei servizi sociali, la situazione appariva complessa e frammentata. Il sistema, come ha ricordato Basile, era caratterizzato da una gestione dispersa tra diversi soggetti e da una struttura poco coordinata.

“Eravamo partiti da una situazione difficile – ha ricordato – con servizi affidati separatamente a diversi operatori e senza una visione complessiva. Nel 2019 abbiamo avviato una vera rivoluzione: costruire un sistema unitario, capace di coordinare i servizi e di mettere davvero al centro le persone e le fragilità della nostra comunità”.

Da quell’impostazione è nato un modello che ha progressivamente rafforzato la struttura del welfare cittadino, consentendo anche di migliorare la capacità di intercettare risorse esterne destinate alle politiche sociali.

I numeri illustrati durante l’incontro raccontano in maniera significativa questo cambiamento. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2017, nelle precedenti amministrazioni, erano stati intercettati complessivamente poco più di 36 milioni di euro di fondi extra-bilancio destinati al settore sociale.

Con il primo mandato avviato nel 2018 la cifra è salita a oltre 70 milioni di euro in soli quattro anni, registrando un incremento del 193 per cento. Un risultato che nel secondo mandato, dal 2022 al 2026, è cresciuto ulteriormente fino a raggiungere la cifra record di 130.530.398,33 euro.

Messina Social City e la nuova architettura del welfare

Uno degli snodi più importanti di questo processo è stata la nascita dell’azienda speciale Messina Social City, oggi considerata uno dei pilastri dell’intero sistema di welfare cittadino.

Secondo Basile, la creazione di un soggetto unico capace di gestire servizi complessi ha rappresentato una svolta decisiva nella struttura organizzativa delle politiche sociali. “L’intuizione di creare un’unica realtà capace di gestire servizi così complessi ha cambiato radicalmente il mondo dei servizi sociali a Messina – ha affermato –. Oggi Messina Social City è una delle aziende partecipate più solide e strutturate del Comune ed è soprattutto un punto di riferimento vicino ai cittadini”.

La crescita del sistema è stata accompagnata anche da un potenziamento significativo delle professionalità impegnate nel servizio sociale. A evidenziarlo è stata Alessandra Calafiore, che ha ricoperto il ruolo di assessore alle politiche sociali sin dall’avvio del percorso amministrativo nel 2018.

“I numeri testimoniano il cambio di passo – ha spiegato –. Nel 2018 il servizio sociale professionale contava 19 assistenti sociali, mentre oggi siamo arrivati a 48. L’obiettivo è continuare a crescere per avvicinarci progressivamente agli standard indicati dai Leps, che prevedono un assistente sociale ogni cinquemila abitanti”.

Inclusione, autonomia e nuovi progetti sociali

Accanto al rafforzamento dei servizi tradizionali, negli ultimi anni sono stati avviati diversi progetti orientati all’inclusione sociale e all’autonomia delle persone. Tra questi figurano iniziative dedicate alla disabilità, come il progetto Interpares sviluppato insieme al Consiglio nazionale delle ricerche, e percorsi di autonomia abitativa e lavorativa.

Tra le iniziative citate durante la conferenza c’è anche un progetto che porterà alla nascita di un bar gestito da ragazzi con disabilità, pensato come opportunità concreta di inserimento nel mondo del lavoro e di partecipazione alla vita sociale della città.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema dell’emergenza abitativa. All’inizio dell’attuale esperienza amministrativa la città si trovava a gestire situazioni di forte disagio sociale, con 130 persone e 62 minori che vivevano all’interno di scuole occupate.

Oggi quegli edifici, come la scuola Foscolo e la Bordonaro, sono oggetto di interventi di riqualificazione e verranno restituiti alla città come spazi destinati alla comunità. Nel frattempo, le famiglie che vivevano in quelle strutture sono state accompagnate in percorsi di reinserimento sociale e abitativo.

“La vera rigenerazione urbana – ha sottolineato Calafiore – non riguarda soltanto gli edifici ma soprattutto le persone. Il nostro obiettivo è costruire un welfare di comunità che aiuti le famiglie e renda le persone sempre più autonome”.

Il ruolo del volontariato e la riforma del sistema

Un contributo importante allo sviluppo del sistema è arrivato anche dalla collaborazione con il mondo del volontariato e del terzo settore. Negli ultimi anni questa rete si è rafforzata grazie a iniziative come il Festival del volontariato “Esserci”, che ha favorito la costruzione di una comunità solidale e partecipata.

Durante la conferenza è intervenuto anche Cateno De Luca, che ha ricordato le ragioni che avevano portato alla riforma del sistema dei servizi sociali.

“Quando siamo arrivati – ha spiegato – abbiamo trovato un sistema che pagava servizi sulla carta attraverso il meccanismo del ‘vuoto per pieno’. Eliminando queste distorsioni abbiamo recuperato risorse importanti e potuto finanziare la nascita di Messina Social City, con un risparmio di circa un milione di euro all’anno”.

Secondo De Luca, il modello costruito negli ultimi anni dimostra come i problemi sociali possano essere affrontati soltanto attraverso un approccio pragmatico e concreto. “Il bisogno – ha concluso – non ha colore politico. I problemi delle persone non sono di destra o di sinistra. Bisogna affrontarli con pragmatismo e con una visione concreta. Questo è ciò che abbiamo fatto”.