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INTERVISTA Caruso: “Messina cambia rotta, turismo e cultura la strategia che ridisegna identità e sviluppo della città”

L'ex assessore ripercorre il lavoro avviato dal 2019, Basile rivendica i risultati e De Luca sottolinea il cambio di paradigma: “Da non città a destinazione organizzata”

MESSINA – Non più città di passaggio, ma destinazione capace di attrarre, accogliere e raccontarsi. È il cambio di prospettiva che emerge dalla conferenza stampa dal titolo “Turismo e cultura: un percorso di rigenerazione identitaria per una Messina accogliente, attrattiva e proiettata al futuro”, occasione per tracciare il bilancio di un percorso avviato nel 2018 e rilanciato negli anni successivi. A delineare il quadro sono stati il sindaco Federico Basile, l’assessore Enzo Caruso e il leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca, protagonisti di una strategia che punta su turismo e cultura come leve di trasformazione economica e sociale.

“È cambiato parecchio – racconta Caruso ripercorrendo il suo ingresso in giunta nel 2019 – perché abbiamo costruito una rete, creando sinergie tra operatori e imprenditori che avevano bisogno di coordinamento. Il mio ruolo è stato quello di mettere insieme le energie, di fare in modo che le idee diventassero concrete”. Una funzione che sintetizza con una metafora sportiva: “Mi sono sempre sentito un centrocampista, uno che imposta il gioco e mette gli altri nelle condizioni di fare gol”.

La scommessa sul turismo per invertire il declino

Il punto di partenza – spiega Caruso – era una città in difficoltà, segnata da spopolamento e rassegnazione. “Messina era percepita come un luogo di passaggio. Nessuno credeva davvero nel turismo”. Da qui la scelta di cambiare approccio: rendere il turismo una strategia strutturale. “Abbiamo lavorato per trasformarla in una destinazione, migliorando accoglienza, servizi e capacità di attrazione. Solo così si può generare economia e creare lavoro”. Un percorso costruito ascoltando il territorio e intervenendo sulle criticità: info point, segnaletica, servizi per i croceristi, portale turistico. “Non c’è turismo – sottolinea – senza cultura e non c’è cultura senza turismo. Abbiamo messo in rete città e operatori, creando un sistema che prima non esisteva”.

I numeri raccontano la trasformazione

I dati presentati durante la conferenza confermano la crescita. Le presenze stanziali sono passate da 95 mila nel 2019 a 163 mila nel 2024, mentre l’infopoint ha registrato oltre 16 mila accessi tra il 2024 e il 2025. A questi si aggiunge il dato sulla percezione: il 75% dei visitatori considera Messina una città bella, il 90% la consiglierebbe e oltre il 76% dichiara che tornerebbe. “Non sono solo numeri – evidenzia Caruso – ma il segnale di un cambiamento reale, di una città che ha iniziato a funzionare come sistema di accoglienza”.

Cultura e identità come leve strategiche

Al centro della strategia – afferma Basile – c’è la valorizzazione dell’identità. “Conoscere il territorio significa riappropriarsi di ciò che siamo. Abbiamo riscoperto luoghi e storie che erano rimasti troppo a lungo nell’ombra”. Tra i progetti simbolo c’è la Casa Museo di Antonello da Messina, realizzata recuperando un immobile comunale e finanziata con oltre 2,8 milioni di euro. “Non è solo un intervento culturale – sottolinea il sindaco – ma un punto di ripartenza per la città”. Un cambiamento visibile anche nella quotidianità: “Oggi vediamo gruppi di turisti accompagnati e guidati, mentre prima erano dispersi senza un sistema organizzato”.

Da rassegnazione a consapevolezza

Il passaggio più significativo riguarda la mentalità. “Nel 2018 – ricorda Caruso – era una città rassegnata. Oggi è una città che si racconta meglio e che comincia a essere scelta”. Un risultato frutto di un lavoro progressivo, costruito nel tempo. “È stato come una goccia – aggiunge – che scava la roccia. Abbiamo portato operatori e istituzioni a credere in un progetto comune”. E anche lo sguardo esterno conferma il cambiamento: “Chi arriva resta sorpreso dalla bellezza della città, spesso più di quanto lo siamo noi stessi”.

De Luca: “Superato il modello della non città”

A chiudere il quadro è l’intervento di Cateno De Luca, che ricostruisce il punto di partenza. “Siamo partiti da una ‘non città’ – afferma – priva di servizi turistici e culturali adeguati. Era impensabile inserirla in un’offerta strutturata”. La sfida è stata colmare un divario storico. “Per anni i crocieristi sbarcavano e andavano via senza vivere Messina. Abbiamo lavorato per cambiare questo schema”. Un percorso basato su pragmatismo e organizzazione. “Cultura e turismo funzionano solo se inseriti in un sistema di servizi e qualità. Oggi quella scommessa la stiamo vincendo”.

Le prospettive: consolidare e crescere

Il percorso non è concluso. La fase che si apre punta a consolidare i risultati e ampliare l’offerta, puntando su nuovi segmenti: turismo religioso, sportivo, scolastico e internazionale. “Adesso – conclude Caruso – bisogna finalizzare Fare gol con tutto quello che abbiamo costruito”. Messina si trova così in una fase di passaggio decisiva: da città attraversata a città vissuta, da realtà marginale a destinazione riconoscibile. Una trasformazione ancora in corso, ma che ha già ridisegnato identità e prospettive.