GLI INNAMORATI
Cronaca

VIDEO L’università di Messina ricorda Lorena e Sara, 31 marzo tra memoria ed impegno contro la violenza

L’Ateneo richiama la comunità al rispetto e alla prevenzione della violenza commemorando le due ex studentesse

MESSINA – Due date, due tragedie, un unico filo che lega memoria e responsabilità collettiva. Il 31 marzo diventa, per l’Università degli Studi di Messina, un momento di raccoglimento e riflessione, nel ricordo di Lorena Quaranta e Sara Campanella, vittime di femminicidio a cinque anni di distanza l’una dall’altra. Nel cortile del Rettorato, oggi intitolato proprio alle due giovani, la Rettrice, professoressa Giovanna Spatari, insieme ad una rappresentanza studentesca, ha deposto un cesto di fiori ai piedi della scultura commemorativa. Un gesto sobrio ma carico di significato, che rinnova il legame tra l’Ateneo e le storie spezzate di due studentesse che ne facevano parte, simboli di un dolore che continua ad interrogare la coscienza collettiva.

Lorena Quaranta, originaria di Favara, frequentava la facoltà di Medicina scegliendo di dedicare la propria vita alla cura degli altri, in un momento storico segnato dall’emergenza sanitaria. Il 31 marzo 2020, però, il suo percorso si è interrotto tragicamente, ad un passo dalla laurea, lasciando un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma nell’intera comunità accademica. Cinque anni dopo, il 31 marzo 2025, un’altra giovane vita si è spezzata, quella di Sara Campanella, studentessa universitaria 22enne che aveva appena concluso una lezione. Davanti a sé aveva un futuro ancora da costruire, sogni da inseguire, pagine tutte da scrivere. Poche ore dopo, il silenzio. Un’esistenza cancellata, un’altra ferita aperta nella stessa comunità. Due vicende diverse, accomunate dalla stessa data e dalla stessa drammatica matrice, la violenza di genere. Un tema che, come sottolineato dall’Ateneo, non può più essere relegato a mera commemorazione, ma deve tradursi in un impegno concreto e quotidiano: “L’Università è, prima di tutto, uno spazio di vita, di futuro, di libertà” si legge nel messaggio diffuso dall’Università di Messina.

Parole che richiamano il ruolo fondamentale delle istituzioni accademiche non solo nella formazione culturale, ma anche nella costruzione di una società più consapevole e rispettosa. Il ricordo di Lorena e Sara, dunque, si trasforma in responsabilità condivisa, promuovere una cultura del rispetto, riconoscere i segnali della violenza, prevenirla e contrastarla in ogni sua forma. Un percorso che coinvolge studenti, docenti, istituzioni e l’intera comunità civile di un’Università degli Studi di Messina non dimentica e nel ricordo rinnova il proprio impegno.