Le interviste agli assessori Massimo Finocchiaro (Protezione civile e Grandi eventi) ed Enzo Caruso (Cultura)
MESSINA – A poco più di un mese dalla tradizionale processione della Vara, Messina si prepara a vivere un’edizione particolarmente significativa. Quella del 2026 sarà infatti l’anno del Centenario della Rinascita della storica macchina votiva, tornata a sfilare nel 1926 dopo la lunga interruzione causata dal devastante terremoto del 1908. Un anniversario che punta ad assumere una dimensione nazionale, tanto che il Comune ha già chiesto al Ministero della Cultura il patrocinio ufficiale e l’autorizzazione all’utilizzo del logo ministeriale per le celebrazioni in programma dal 10 al 15 agosto.
Ma mentre l’organizzazione entra nel vivo, si apre anche il confronto sulle condizioni di sicurezza della processione, dopo il duro documento diffuso dai segnalatori e dagli addetti alle manovre della Vara, che hanno chiesto protocolli più stringenti e maggiori tutele operative. A rispondere è l’assessore comunale alle Politiche culturali e Tradizioni popolari, Enzo Caruso, che ribadisce la piena disponibilità dell’Amministrazione al dialogo, ma invita a riportare il confronto nelle sedi istituzionali.
La sicurezza prima di tutto
Per Caruso il tema non può essere affrontato con leggerezza né trasformato in un confronto mediatico. “La sicurezza è un argomento di estrema importanza e deve essere affrontato con le persone che hanno competenze specifiche”, spiega l’assessore, sottolineando come il Comune abbia il massimo interesse affinché la processione si svolga senza alcun rischio. Secondo Caruso, le criticità segnalate meritano attenzione, ma devono essere portate tempestivamente all’attenzione dell’Amministrazione e degli organismi competenti.
“Apprendere determinate situazioni dalla stampa o attraverso i social – chiosa l’amministratore – non è certamente il canale più efficace. Conoscerle per tempo ci permette di sederci attorno a un tavolo con Questura, forze dell’ordine e tutti i soggetti coinvolti per individuare le soluzioni migliori”.
Un confronto che il Comune vuole riaprire
L’assessore rivela anche che un primo tentativo di confronto con i rappresentanti dei tiratori e dei dimonieri era già stato organizzato. “L’Amministrazione li aveva convocati, ma all’incontro non si sono presentati. Per questo motivo li inviteremo nuovamente, perché riteniamo fondamentale ascoltare chi vive la processione dall’interno e conosce meglio di chiunque altro le difficoltà operative.”
Caruso ricorda inoltre come negli ultimi anni il rapporto con il gruppo storico della Vara sia sempre stato improntato alla collaborazione. “Non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno né abbiamo mai negato risposte alle richieste avanzate”.
Le criticità viste da chi è tra le corde
L’assessore riconosce che molte delle problematiche denunciate dagli addetti sono difficilmente percepibili dal pubblico. Chi segue la processione dall’esterno, infatti, vede soltanto il momento celebrativo, mentre chi opera tra le corde si trova a gestire situazioni molto più delicate. Per questo motivo il Comune intende rafforzare non soltanto gli aspetti organizzativi ma anche quelli culturali, promuovendo una maggiore consapevolezza tra tutti i partecipanti.
Un codice di comportamento per chi partecipa al traino
Tra gli strumenti allo studio c’è anche un vero e proprio codice di comportamento destinato ai tiratori. Secondo Caruso, molti episodi di potenziale pericolo derivano da atteggiamenti poco attenti: chi utilizza il telefono cellulare durante il traino, chi si distrae parlando, chi pensa a fotografare la processione anziché concentrarsi sulla conduzione della Vara.
Sono comportamenti difficili da sanzionare, osserva l’assessore, ma che possono essere prevenuti attraverso un’intensa attività di sensibilizzazione. “Un tempo – spiega – queste regole venivano tramandate di padre in figlio. Oggi è necessario comunicarle anche attraverso gli strumenti dell’informazione”. Per questo motivo il Comune chiederà anche il supporto degli organi di stampa affinché venga diffusa una cultura della sicurezza che coinvolga tutti i partecipanti.
Allo studio anche un’ordinanza dedicata
Oltre al confronto con Prefettura, Questura e forze dell’ordine, l’Amministrazione valuta anche l’adozione di un’apposita ordinanza che definisca in maniera chiara le regole comportamentali durante la processione. L’obiettivo è fissare indicazioni precise per ridurre i rischi e garantire uno svolgimento ordinato della manifestazione, soprattutto in vista di un’edizione destinata ad attirare un numero ancora maggiore di fedeli e visitatori.
Il Centenario guarda al riconoscimento nazionale
Parallelamente al tema della sicurezza prosegue il lavoro organizzativo per il Centenario della Rinascita della Vara. La richiesta inviata dal sindaco Federico Basile al Ministero della Cultura punta a ottenere il patrocinio ministeriale per una ricorrenza che non celebra soltanto una tradizione religiosa secolare, ma rappresenta anche uno dei simboli più forti della capacità di Messina di rinascere dopo il terremoto del 1908. Il programma comprenderà, oltre alla storica processione della Vara e alla Passeggiata dei Giganti, un fitto calendario di iniziative culturali, istituzionali e commemorative dedicate alla memoria storica della città.
Fondi confermati: “La tradizione è garantita”
Sul fronte economico, Caruso respinge le preoccupazioni relative alle risorse disponibili. L’assessore assicura che il Comune ha già previsto, come avviene ogni anno, tutti gli stanziamenti necessari per garantire lo svolgimento della manifestazione.
Le risorse copriranno il montaggio e lo smontaggio della Vara, le assicurazioni, la predisposizione delle transenne, le gomene e tutte le attività indispensabili per la sicurezza della processione e della Passeggiata dei Giganti.
A questi fondi si aggiunge il contributo della Regione Siciliana, destinato soprattutto alla realizzazione del calendario degli eventi collaterali che accompagneranno le celebrazioni, compresi gli appuntamenti tradizionalmente organizzati in piazza Municipio nei giorni che precedono il passaggio della Vara. “L’obiettivo – conclude Caruso – è continuare a garantire una tradizione che appartiene all’identità di Messina, rendendola sempre più sicura e sempre più capace di rappresentare la storia della città”.





