Una relazione ricca di cifre, progetti e opere annunciate, ma ancora distante, secondo la minoranza, dai problemi concreti che i cittadini affrontano ogni giorno. Nino Bartolotta, capogruppo di opposizione ed ex sindaco di S. Teresa di Riva, ospite di Tao Mattina Live su Radio Taormina Tv, non ha risparmiato critiche all’Amministrazione comunale guidata da Danilo Lo Giudice.
Nel corso della trasmissione condotta da Carmelo Caspanello, Bartolotta ha analizzato il documento illustrato dal sindaco ai cittadini la sera di giovedì 23 luglio a Villa Ragno. Un bilancio amministrativo inevitabilmente segnato dal ciclone Harry e dalla devastazione del lungomare, ma nel quale convivono interventi completati, cantieri in corso, progetti esecutivi, richieste di finanziamento e opere che non hanno ancora una copertura certa. È proprio su questa sovrapposizione che si è concentrata la critica politica di Bartolotta, per l’ex primo cittadino non basta presentare un lungo elenco di iniziative, se non viene chiarito quali siano già finanziate, quali abbiano raggiunto la fase operativa e quali rimangano ancora semplici prospettive.
Il ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio 2026 ha colpito duramente S. Teresa di Riva, occupa la parte centrale della relazione. La mareggiata ha provocato il cedimento di più tratti del lungomare, aperto voragini profonde e danneggiato carreggiate, marciapiedi, abitazioni, illuminazione pubblica e sottoservizi. L’emergenza ha coinvolto anche la rete idrica e fognaria, le stazioni di sollevamento, le condotte del gas, i collegamenti telefonici e gli impianti di videosorveglianza. Il Comune ha attivato il Centro operativo comunale, chiuse scuole e lungomare e disposto numerosi lavori di somma urgenza nelle zone di piazza Stracuzzi, via Duca di Gualtieri e via del Gambero. L’Amministrazione rivendica la scelta di intervenire immediatamente, anche senza una preventiva copertura finanziaria. Gli affidamenti hanno prodotto debiti fuori bilancio successivamente riconosciuti dal Consiglio comunale. Bartolotta ha posto l’accento sulla necessità di verificare la congruità delle somme impiegate, le procedure seguite e l’effettivo stato di avanzamento degli interventi. Per la minoranza l’emergenza non può sospendere il controllo politico e amministrativo, soprattutto quando vengono utilizzate procedure straordinarie e risorse rilevanti.
I primi interventi finanziati dalla Struttura commissariale ammontano complessivamente a 2 milioni 532mila euro. Le risorse sono state destinate alla protezione delle abitazioni, al ripristino delle condotte e della viabilità e alla riattivazione delle stazioni di sollevamento. La relazione stima però in circa 50 milioni di euro i danni complessivi subiti dal lungomare. Una distanza molto ampia rispetto alle somme finora ottenute, che rende ancora incerto il percorso verso la ricostruzione definitiva. Il Comune ha aggiunto 340mila euro del proprio bilancio per completare alcuni tratti stradali a Barracca e nella zona compresa tra via Landro e piazza Marina Militare. Altri 165mila euro sono stati destinati al ripristino di arredi e aree demaniali. La viabilità è stata riaperta progressivamente e le spiagge sono tornate fruibili, consentendo l’avvio della stagione balneare. Per Bartolotta, tuttavia, il ripristino provvisorio non può essere confuso con la messa in sicurezza strutturale della costa. Il problema resta quello delle risorse mancanti e di un cronoprogramma che indichi tempi e priorità della ricostruzione.
Tra le opere più importanti figura la pista provvisoria di Protezione civile nella zona nord della città, finanziata con 3 milioni di euro e affidata ad Anas. L’infrastruttura dovrebbe garantire un percorso alternativo per l’evacuazione della popolazione ed il transito dei mezzi di soccorso. La pista viene considerata indispensabile anche in relazione ai cantieri del raddoppio ferroviario, destinati ad avere un forte impatto sulla viabilità della riviera. Il progetto ha ottenuto il parere favorevole dell’Autorità di bacino, ma nella relazione non viene indicata una data precisa per l’apertura. Anche su questo punto Bartolotta ha sollecitato chiarezza. Per la minoranza servono tempi certi e informazioni puntuali sulle caratteristiche dell’opera, evitando che un’infrastruttura presentata come decisiva resti sospesa tra annunci e passaggi burocratici.
Per il contrasto all’erosione del litorale è indicato un finanziamento di circa 8 milioni 766mila euro. I lavori prevedono la collocazione di pennelli a mare e altre opere destinate a ridurre l’azione delle onde e proteggere il centro abitato. La relazione segnala inoltre il completamento degli interventi sul torrente Porto Salvo, in attesa di collaudo, e la prosecuzione dei lavori sul torrente Agrò, rifinanziati per 2 milioni 900 mila euro. Il passaggio del ciclone ha però imposto una valutazione complessiva delle opere di difesa. Per Bartolotta non è sufficiente elencare i finanziamenti: occorre verificare se gli interventi progettati prima della mareggiata siano ancora adeguati alla nuova conformazione della costa e alle condizioni di rischio emerse dopo gennaio.
La relazione comprende la riqualificazione del Centro sportivo polivalente di Bucalo per un milione 400mila euro, il potenziamento del Centro comunale di raccolta di contrada Catalmo per 260mila euro e l’efficientamento energetico di Villa Ragno per un milione. Sono richiamati anche i progetti per “I Giardini della Rinascita”, il consolidamento di via Chiesa Nuova a Misserio, l’adeguamento sismico della scuola elementare di via Savoca e la realizzazione di nuovi parcheggi nelle zone di Cantidati e Bucalo. Nel settore scolastico risultano in corso la costruzione della palestra accanto alla scuola media Lionello Petri e l’ampliamento della scuola di Barracca, con una spesa di 340mila euro. Sono stati effettuati anche interventi di manutenzione e di adeguamento degli impianti termici nei diversi plessi.
La critica di Bartolotta riguarda soprattutto il metodo utilizzato per presentare queste opere. Secondo il capogruppo di minoranza, progetti approvati e richieste di finanziamento non possono essere rappresentati alla stessa maniera dei lavori già appaltati o prossimi alla conclusione. Ai cittadini dovrebbe essere consegnato un quadro sintetico con coperture economiche, imprese aggiudicatarie, percentuali di avanzamento e date di consegna. Il nuovo Piano urbanistico generale prevede aree residenziali di espansione per circa 36.400 metri quadrati, una zona turistico-residenziale di 15.700 metri quadrati e un’area di Protezione civile di 12.300 metri quadrati. La proposta riconosce inoltre una carenza di parcheggi e verde attrezzato nelle zone periferiche di Savoca e Sparagonà e ipotizza quattro nuovi tratti viari per realizzare una sorta di circonvallazione urbana. Bartolotta ha richiamato la necessità di un confronto reale con cittadini, tecnici, associazioni e forze politiche. Il Pug non può essere ridotto a un passaggio formale, soprattutto dopo un evento che ha modificato il territorio e imposto nuove priorità in materia di sicurezza, consumo di suolo e protezione civile. Anche il Piano di utilizzo del demanio marittimo dovrà essere rielaborato alla luce dei cambiamenti prodotti dal ciclone Harry.
Il sindaco presenta come elemento di solidità un risultato di amministrazione superiore a 22 milioni di euro. Di questa cifra, però, oltre 18 milioni 300 mila euro sono fondi vincolati, mentre circa 2 milioni 284 mila euro risultano non vincolati. Il Comune sottolinea di non avere utilizzato anticipazioni di tesoreria, di avere rispettato i pagamenti e di avere aumentato la capacità di riscossione. Bartolotta ha però invitato a distinguere la consistenza formale dell’avanzo dalle risorse effettivamente utilizzabili per investimenti e servizi. L’Amministrazione ha inoltre avviato un censimento degli immobili e delle attività per recuperare Imu, Tari, canone idrico e canone unico patrimoniale non versati. Gli accertamenti potranno risalire agli ultimi cinque anni, mentre la definizione agevolata consentirà di regolarizzare i debiti tributari maturati tra il 2000 e il 2024 pagando il capitale senza interessi e sanzioni. Per la minoranza il recupero dell’evasione è necessario, ma deve essere accompagnato da trasparenza e da criteri capaci di tutelare chi ha sempre pagato e chi si trova in una situazione economica difficile.
S. Teresa di Riva ha ottenuto nuovamente la Bandiera Blu, la Bandiera Lilla e il riconoscimento di Comune Plastic Free. La raccolta differenziata ha raggiunto l’81,28 per cento nell’ultima parte del 2025, scendendo al 78,60 per cento nei primi quattro mesi del 2026. La relazione elenca inoltre borse lavoro, assistenza domiciliare, servizi per le persone con disabilità, supporto scolastico, attività per gli anziani e interventi per il potenziamento dell’asilo nido. Bartolotta ha contestato una rappresentazione basata prevalentemente sui numeri e sui riconoscimenti. La valutazione dei servizi, secondo la minoranza, deve partire dall’esperienza quotidiana dei cittadini, dai disagi segnalati e dalla capacità del Comune di dare risposte rapide alle famiglie più fragili.
Una parte consistente della relazione è dedicata alle manifestazioni estive e natalizie. L’Amministrazione considera concerti e spettacoli un investimento capace di sostenere commercio, ristorazione e turismo. Bartolotta ha evidenziato la necessità di conoscere il costo complessivo degli eventi e le ricadute effettivamente prodotte. Dopo il ciclone Harry e davanti alle esigenze della ricostruzione, ogni scelta di spesa deve essere accompagnata da dati verificabili e da una chiara indicazione delle priorità. L’intervento di Bartolotta a Radio Taormina Tv si è trasformato in una dura critica all’impostazione politica dell’Amministrazione Lo Giudice. Il capogruppo di minoranza non ha negato il lavoro compiuto durante l’emergenza, ma ha contestato il tentativo di presentare come risultati acquisiti anche progetti ancora privi di finanziamento o lontani dall’apertura dei cantieri. La relazione, nella lettura dell’opposizione, non chiarisce fino in fondo quali risorse siano realmente disponibili, quali siano i tempi della ricostruzione e quali responsabilità politiche abbiano determinato l’arresto di opere strategiche come lo svincolo autostradale.
Il confronto si sposta adesso sul terreno dei fatti. Non più soltanto elenchi di progetti e finanziamenti richiesti, ma cantieri, scadenze rispettate, opere consegnate e risposte verificabili. È su questi elementi che la minoranza intende misurare l’ultimo tratto del mandato amministrativo.





