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Oropa, la musica sacra emoziona nella Basilica Antica: applausi per il “Quis est Homo” di Bartolomeo Cosenza

Un percorso attraverso il repertorio sacro occidentale culminato nell'intensa interpretazione del brano tratto dallo Stabat Mater Christi, eseguito dal mezzosoprano Anna Giumentaro con Giuseppe Radini all'organo

La Basilica Antica del Santuario di Oropa si è trasformata in un luogo di intensa meditazione musicale nella serata di sabato 20 giugno, quando il concerto di musica sacra ospitato nello storico complesso mariano ha offerto al pubblico un percorso artistico capace di coniugare spiritualità, tradizione e ricerca espressiva. Nella suggestiva cornice di uno dei più importanti santuari devozionali del Piemonte e dell’intero arco alpino, il mezzosoprano Anna Giumentaro e l’organista Giuseppe Radini hanno dato vita ad un programma che ha attraversato alcuni dei vertici del repertorio sacro occidentale, dal Barocco fino al Novecento, valorizzando la straordinaria acustica della Basilica Antica e il suo naturale raccoglimento.

L’affiatamento tra Anna Giumentaro e Giuseppe Radini ha rappresentato uno degli elementi distintivi dell’intero concerto. Il mezzosoprano ha dato prova di una vocalità calda, duttile e ricca di sfumature, affrontando con naturalezza i diversi linguaggi musicali del programma. Mentre al suo fianco, l’organo di Giuseppe Radini ha sostenuto il percorso interpretativo con equilibrio e sensibilità, andando ben oltre la funzione di semplice accompagnamento, per diventare una presenza musicale autonoma, capace di dialogare costantemente con la linea vocale e di amplificarne il valore espressivo.

Tra i momenti più significativi del concerto si è distinto il “Quis est Homo”, tratto dallo Stabat Mater Christi del compositore Bartolomeo Cosenza, pagina che ha rappresentato il vertice emotivo dell’intera esibizione. Il brano, accolto da un lungo e convinto applauso, ha colpito il pubblico per la sua intensa forza spirituale e per la capacità di tradurre in musica il celebre interrogativo evangelico, trasformandolo in un autentico percorso di riflessione interiore. Proprio nell’interpretazione di questa pagina Anna Giumentaro ha offerto una delle prove più convincenti della serata. Il controllo dell’emissione, la precisione del fraseggio e la raffinata modulazione del colore vocale hanno restituito con efficacia la dimensione contemplativa del brano, facendo percepire ogni frase come il naturale sviluppo della meditazione suggerita dal testo liturgico. Una lettura intensa, sostenuta con sensibilità dall’accompagnamento organistico di Giuseppe Radini, che ha saputo esaltare ogni sfumatura espressiva della partitura.

Lo Stabat Mater Christi del compositore Bartolomeo Cosenza prosegue nel frattempo il suo percorso di diffusione internazionale, raccogliendo consensi in prestigiosi contesti concertistici e liturgici. In Italia l’opera è stata eseguita integralmente nella Cattedrale di San Giovanni Battista di Torino con il soprano Oksana Lazareva, mentre alcuni brani sono stati successivamente proposti nella Chiesa di Santo Stefano con il soprano Doris Cologna. Il ciclo sacro ha quindi oltrepassato i confini nazionali, approdando in Austria, nelle chiese parrocchiali Mariae Himmelfahrt di Weißenkirchen in der Wachau e Hl. Johannes der Täufer di Großheinrichschlag, interpretato dal soprano Nadiia Slavinska ed in Germania, presso la Evangelisch-Lutherische Christus-Kirchengemeinde di Erfurt, dove è stato affidato al contralto Maryna Lopez. Anche gli Stati Uniti hanno ospitato alcune esecuzioni dell’opera, presentate alla Rice University di Houston dal mezzosoprano Katie Dobbs, testimonianza della crescente attenzione internazionale nei confronti della produzione sacra del compositore.

Il concerto di Oropa si è concluso in un clima di profondo raccoglimento. Dopo gli ultimi accordi dell’organo, un lungo silenzio ha preceduto gli applausi finali, restituendo il senso autentico dell’esperienza vissuta, non soltanto un’esecuzione musicale di alto livello, ma un itinerario spirituale nel quale arte, fede e contemplazione si sono fuse in un equilibrio capace di coinvolgere e commuovere il pubblico presente.